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Inside sanità/Il dg dimissionario di Terni pronto per un incarico nel Lazio, il 12 potrebbe arrivare un manager umbro a tempo (Casciari o Carlini)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Accelerazione da parte della presidente Tesei per la delicata scelta. Si fa strada un’ipotesi di buon senso che permetterebbe di lavorare da subito e fino all’avvento della nuova azienda ospedaliero-universitaria. Quando in ogni caso si dovrà fare un nuovo contratto. Il decisivo parere dell’Università

di Marco Brunacci

PERUGIA – La sostituzione del direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni, Chiarelli, si fa avvincente. Un “partito” del rinvio lavorava per una scelta dopo le elezioni, ma già aveva avuto la meglio l’idea – come annunciato da Umbria 7 – di chiudere a complicata faccenda il 12 settembre.

L’accelerazione della presidente Tesei è stata quanto mai opportuna. Tanto più che fonti di solito ben informate dicono che il direttore dimissionario di Terni, Chiarelli, ha avuto nelle ultime ore “feedback molto positivi” con realtà sanitarie del Lazio.
Questo vuol dire che il 12 stesso potrebbe dover lasciare l’incarico, avendo con sé un regolare nulla osta per poter accettare la nuova proposta.
Ora, seguendo indiscrezioni e “tracce” di incontri e telefonate lasciate dai protagonisti, starebbe prendendo forma una ipotesi di soluzione interessante.
La presidente Tesei sceglierebbe comunque un manager che potrebbe iniziare da subito a lavorare, a partire dal 13 settembre.
E’ ovvio che sarebbe meglio mettere all’opera un umbro, che già conosce ambiente e problematiche e potrebbe porre rimedio alle urgenze e progettare i primi interventi non rinviabili.
Non sembra il caso di coinvolgere in questa fase manager che vengono da fuori. O almeno questa sembra l’idea (di buon senso) prevalente.
Anche perché – pochi ci hanno riflettuto – il contratto che può fare la Regione Umbria al manager che prenderà il posto di Chiarelli è “a tempo”. Il contratto fatalmente scadrà nei primi mesi dell’anno prossimo (febbraio? marzo?) e poi si dovrà comunque attendere il risultato di un bando (per maggio-giugno?).
Questo perché? Perché non più tardi di marzo l’Azienda ospedaliera di Terni diventerà – al pari di quella di Perugia – un’Azienda ospedaliero-universitaria (tra l’altro, una delle prime in Italia), nuova forma e nuova sostanza, e la Regione dovrà stipulare un diverso contratto.
Naturalmente sarebbe possibile coinvolgere un manager extra regionale, magari rassicurandolo sul suo futuro. Ma le controindicazioni sono evidenti.
Per altro non è escluso neanche che i manager regionali partecipino al bando di primavera prossima con successo.
L’ipotesi di partire quindi subito con un manager di esperienza umbro, con contratto a tempo, come abbiamo spiegato, risolve il maggior numero di problemi, almeno nell’analisi che abbiamo rapidamente cercato di fare.E sarebbero due coloro che hanno i migliori requisiti: Casciari, di cui tanto si parlava da tempo, ma anche Carlini (niente a che vedere col presidente ternano della Fondazione Carit), che ha avuto un trascorso amministrativo a Terni.
Ecco perché, al momento, sarebbe questa l’ipotesi più accreditata, sulla quale ci si confronta. Va ricordato che uno dei soggetti da ascoltare è l’Università, che deve dare, per legge, un parere vincolante sul direttore generale.
Vediamo come va, pronti a registrare ogni cambiamento di sentiment o di direzione.

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