Itinerari dell’arte e dello spirito: a Ferentillo il rinascimentale Sant’Antonio Abate di Jacopo Siculo

L’approfondimento di Carlo Favetti

di Carlo Favetti

FERENTILLO (Terni) – Un personaggio della chiesa più amato e seguito dal mondo
contadino è senza dubbio Sant’Antonio Abate. L’arte si è sbizzarrita in ogni luogo e in varie tecniche, ma la raffigurazione più bella, la più caratteristica e completa con le storie e miracoli è senza dubbio l’affresco che lo riproduce presso la Collegiata di Santa Maria a Matterella.

Il dipinto di recente restaurato, che occupa tutta la superficie del nicchione della navata di sinistra, è opera del pittore siciliano Giacomo Santoro da Giuliana detto Jacopo Siculo che lo realizzò nel 1543 con l’altro affresco nella stessa navata altare dedicato a Santa Caterina d’Alessandria. Qui il Santo è raffigurato in cattedra e mostra attorniato da animali domestici; con la mano sinistra mostra un libro aperto dove e espresso il monito agli ecclesiastici: Non Est Hic Locvs Idonevs Nisi Amatorivs Hvivs Specvli, Propterea Fugiamvs A Facie Hvivs Cupititatis. Tutto attorno i miracoli e le storie del Santo raffigurati con abilità ed espressività assoluta, (sullo sfondo il paese di San Mamiliano dove lo stesso
pittore realizzò pochi anni prima, nel 1538 la grande pala di altare con lunetta e predella, olio su tavola, raffigurante la Madonna col Bambino in trono tra Santi). Il dipinto alla Collegiata di Matterella si completa con una stupenda Madonna col Bambino (nella foto) di raffinata dolcezza. Nelle candelabre dell’intradosso tra decorazioni a racemi e uccelli, su una tabella si legge la data dell’esecuzione M.D. XXXXIII. La cappella era di juspatronato dei vetturali, agricoltori e allevatori locali, ciò espresso da rilievi di un piccolo suino, un asino e un cavallo scolpiti sui pilastri laterali delle paraste dagli scalpellini e muratori, (mastri lombardi). In questo dipinto, importantissimo per la storia dell’arte in Umbria,
ritornando al volto della Vergine, si coniuga l’ideale di bellezza non formale con schietti valori morali come l’ umiltà e la gentilezza, si muove nel solco di alcune opere giovanili di Raffaello come ad esempio la Madonna Conestabile (Sanpietroburgo – Eremitage). Il primo riferimento al maestro siciliano sulla effettuazione di questa opera a Santa Maria di Matterella si deve al Cavalcaselle e al Crowe. Mentre il Guardabassi lo attribuisce addirittura a Giovanni di Pietro detto lo Spagna, per lo stile, secondo lui, arcaicizzante del Santo, che per la sua iconicità, risulta più vicino al Sant’Antonio Abate del palazzo comunale di Amelia, ricondotto al maestro dell’Annunciazione Gardner (Federico Zeri). Per questa ricchezza di arte, la rinascimentale Ferentillo è all’avanguardia di testimonianze
artistiche grazie al mecenatismo della Famiglia Cybo, Cybo Malaspina, che governò il borgo nei secoli XVI fino al XVIII secolo. Artisti del calibro di Orlando Merlini, Perino Cesarei, Giacomo Santoro da Giuliana detto Jacopo Siculo, Giovanni di Girolamo Brunotti, Giuseppe Rosi (marattesco) Cola dell’Amatrice, Vincenzo Manenti.

Notte bianca dello sport a Narni: «Che sia una festa per tutti»

L’Umbria cala un poker per il Governo, da Zaffini a Nevi, da Prisco a Coletto. Verini per la Vigilanza Rai, Briziarelli in pista