di Arianna Sorrentino
PERUGIA – «L’Umbria in quattro lotti può essere smantellata. Sono preoccupata per la città. Ma anche per i miei colleghi giovani». A parlare è Giovanna, un’amministrativa di Busitalia, con quasi quarant’anni di lavoro alle spalle. «Ho attraversato tutte le fasi dell’azienda, da semi privata con l’Apm fino ad ora – continua – Siamo un’azienda pubblica, sotto le ferrovie dello stato: sono garantiti gli stipendi, i diritti sindacali, è garantito il servizio. Se si divide una regione così piccola come l’Umbria, c’è la possibilità che intervengano vettori non all’altezza e che non possono garantire quello che garantisce un’azienda pubblica».
Come Giovanna, tanti altri lavoratori sono scesi in piazza Italia venerdì 16 settembre, aderendo allo sciopero del trasporto pubblico locale previsto per tutta la giornata, indetto da Filt Cgil e Faisa Cisal Umbria. «Siamo qui per contestare l’operato di una Regione non attenta nei confronti dell’azienda Busitalia in Umbria – parla Alessandro, autista su Foligno -. Non c’è chiarezza da parte dell’assessorato sulle varie sfaccettature del Tpl, diviso sul bacino Perugia urbano ed extraurbano, il bacino Spoleto – Foligno e quello ternano. Ma non c’è chiarezza nemmeno per la navigazione del Trasimeno, la mobilità alternativa e la funicolare di Spoleto. Sono tutti posti di lavoro che non sono stati presi in considerazione. Vogliamo avere risposte il prima possibile». Quindi, potrebbe non essere più una gara unica e un unico bacino. Con un taglio di 13 milioni di euro sui 63 previsti. In termini pratici: cosa potrebbe comportare la divisione in quattro lotti? Lo spiega Francesco, autista su Assisi: «Potrebbero esserci delle ripercussioni sui cittadini che utilizzano i mezzi pubblici, con un servizio ridotto rispetto a quello che c’è adesso. Ad esempio: se il servizio costa di meno, ci saranno meno autobus e meno corse. Ci sono zone in cui la densità di popolazione è più bassa, come la Valnerina, dove il costo del biglietto non va a pagare il servizio dato. E quindi potrebbe essere tagliato: spariscono i posti di lavoro, e spariscono anche le corse per gli utenti».







