di Egle Priolo
TERNI – Una volta l’invito era a «dirlo con un fiore». Ma se il messaggio è, chiaramente, di dolce vendetta, cosa c’è di meglio che dirlo con una torta?
È quello che deve aver pensato la donna che nei giorni scorsi si è presentata in una notissima pasticceria di Terni, con una richiesta inizialmente normale. «Nove torte, per favore». Una donna distinta, più vicina ai quaranta che ai cinquanta, bel piglio e idee chiare. «Saranno tanti invitati», ha pensato la titolare della pasticceria, ci sta. Ci si accorda per la consegna: il tal giorno, nel tal ristorante. Ma il bello arriva con la richiesta finale: non una crema particolare o una decorazione da talent di cucina. No. «Su ogni torta deve scrivere un insulto. Sa, è per il compleanno del mio ex».
La lista degli insulti era anche precisa, un crescendo rossiniano di volgarità per un unico soggetto, quell’ex partner che evidentemente ha ancora qualcosa da farsi perdonare.
La pasticceria ha in qualche modo declinato l’invito e alleggerito l’ordinazione (anche da eventuali e possibili denunce…) e quindi non si sa come sia finita la speciale festa di compleanno. Per una storiella che in queste ore sta divertendo Terni, sibilata tra sorrisini e colpi di gomito. Una storiella magari deliziosa, ma pur sempre amara. Per la luna di fiele che fu.


