Omofobia e vaccini, insulti e contestazioni sui muri di Perugia

L’attualità al centro di tag e gergo da strada. LE FOTO

di Massimiliano Pezzella

PERUGIA – «Anche i vaccinati contagiano». È questa la scritta comparsa in tempi recenti in via Pievaiola, ennesimo smacco dei vandali che incessantemente sporcano i muri della città.
L’operato illegale di questi “non artisti” è arrivato a trattare anche argomenti di attualità. Quella dei vaccini è ovviamente argomentazione recente che non può risalire a più di due anni fa in concomitanza con l’avvento del Covid-19. Ma queste scritte non sono le sole che interessano l’area urbana in questione.
Altre si riferiscono all’identità di genere stavolta alterata e presa in giro con scritte offensive come «chicco gay».

La marmaglia di queste persone che si presume rappresentare una categoria di giovani scapestrati non si limita solo a sporcare le superfici degli abitati urbani con segni incomprensibili, più nello specifico vengono autografati in maniera anonima anche i cartelli stradali e le colonnine elettriche, più verosimilmente questi piccoli fuorilegge operano ovunque ci sia la possibilità di «taggare» ovvero lasciare il segno.
Non si tratta più di scritte e firme fatte in preda ai fumi dell’alcol o al costante ed incessante uso di stupefacenti. Qui le tematiche sfiorate vanno anche a violare dignità della persona e privacy, scrivendo «gay» o «vaccinato».
La situazione della città appare quindi molto grave da quanto emerge da questa indagine che va ad assestare un grave colpo per chi transita in queste aree cittadine. Un forte degrado urbano interessa queste zone. Ed i graffitari impegnati in questi lavori illegali sono consapevoli di come andare a colpire e trattare temi che riguardano anche l’attualità.
Non a caso in questi anni si è parlato tanto di mancata legge Zan o di decreti ministeriali per i vaccini. Il malcontento si è riversato sulle strade come un’ondata d’odio a volte omofobo a volte anti-governativo.
Dunque chi sono gli individui che si celano dietro queste scritte offensive che possono turbare le vittime degli insulti (e non solo)?
Non ci è dato purtroppo saperlo con certezza. Da alcune indagini fatte a livello ministeriale si tratterebbe di piccoli gruppi «gang» o meglio «baby-gang» composte da ragazzi e ragazze che, soprattutto di notte, armati di bombolette riversano la loro rabbia sulle proprietà pubbliche o private. I cosiddetti vandali, le cui origini vanno ricercate nelle barbarie della storia, dove popoli dell’entroterra devastavano senza pietà tutto ciò che trovavano sul loro cammino, abbandonandosi a scorribande e comportamenti brutali. Tuttavia qui non si documenta uno stato triviale e poco colto, bensì un qualcosa che intacca purtroppo tematiche importanti. Si incomincia nuovamente a offendere i più deboli o a reputare insulsa la decisionalità governativa, quale sarà di questo passo il futuro del nostro Paese?
La domanda è stata posta da alcuni residenti più anziani arrabbiati e segnati per un comportamento tale che riflette lo stato dei più giovani.
Pievaiola e Madonna Alta sono al centro del mirino di questi incivili che imbrattano senza alcun rispetto e pietà per nessuno tutte le superfici scrivibili.

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