di Arianna Sorrentino
PERUGIA – «Se in centro ci sono molti bar e ristoranti è perché il mercato lo richiede. La domanda c’è, e lo spazio esterno che abbiamo a disposizione per i tavoli serve tutto», ne parla ad Umbria7 un ristoratore di via Mazzini, traversa di corso Vannucci a Perugia.
Umbria7 già si era occupata del dibattito riguardo la questione decoro e dehor – spazi esterni ad un pubblico esercizio – . A scatenare le riflessioni era stato un post Facebook di Primo Tenca, storico artigiano del centro storico e presidente della Società operaia di mutuo soccorso. C’è chi sostiene che l’acropoli tenda ad assomigliare ad una sagra permanente, ma c’è anche chi non la pensa in questo modo. In primis i commercianti. Per loro i dehor sono assolutamente necessari. Continua il commerciante: «Durante la pandemia abbiamo risentito dell’inattività. Ma ad oggi, come sappiamo, stiamo accusando tutti i costi vertiginosi delle bollette». Anche la sua attività ne ha risentito: da 3.000 euro di bolletta per due locali, ora è salita a 7.500 euro. Spese a parte, la questione dei dehor è stata a lungo dibattuta e confusionaria. In tempo di Covid, per dare un po’ di ossigeno alle casse dei commercianti, il Comune aveva allargato gli spazi esterni per le attività a costo zero. Secondo il dibattito nato dalla segnalazione di Primo Tenca, il suolo pubblico appare in gran parte «privatizzato» e occupato da troppi tavolini delle attività: si potrebbe tornare agli spazi consueti pre – pandemia. Conclude l’esercente di via Mazzini: «Non si pensa mai che la stagione invernale per noi è lunghissima e sofferente. Tutte le attività del centro storico faticano molto in quel periodo. Per cui c’è bisogno di lavorare tanto e bene durante l’estate».


