in ,

Problematiche, fatturato, risorse umane e priorità politiche: come stanno vivendo le aziende umbre?

Presentata la prima ricerca dell’Osservatorio economico regionale di Cna Umbria sulle micro e piccole imprese

di Arianna Sorrentino

PERUGIA – Le micro e piccole imprese non vogliono licenziare i loro dipendenti, nonostante le difficoltà del momento che sono sempre crescenti. E così stringono i denti e adottano misure per difendersi, ma senza ridurre i posti di lavoro.

Questo è il risultato, sintetico, della prima ricerca realizzata dall’Osservatorio economico regionale di Cna Umbria per indagare l’andamento e la previsione della micro e piccola impresa della regione. Problematiche, fatturato, risorse umane e priorità politiche sono stati i capitoli fondamentali su cui è stata incentrata la ricerca. A presentarla, nella mattinata di giovedì in sede, è stato il presidente regionale Cna Michele Carloni, insieme al direttore regionale Roberto Giannangeli. A commentarla Luca Ferrucci, professore ordinario di economia e gestione delle imprese all’Università degli studi di Perugia. Intervenuto anche Michele Fioroni, assessore regionale allo sviluppo economico.
1.200 imprese su 27.000 micro e piccole imprese artigianali e industriali sono state coinvolte nell’indagine e sono state suddivise in quattordici diversi settori di attività e in dodici sistemi locali di lavoro. Le loro problematiche sono già note: l’incremento dei costi energetici e dei costi delle materie prime. Quest’ultimi incidono di più soprattutto nelle imprese manufatturiere.
E allora quali sono le soluzioni che stanno adottando? Si tratta di strategie aziendali. La soluzione più utilizzata è l’incremento dei prezzi dei prodotti che l’impresa produce o che fornisce ai clienti. C’è poi la riduzione delle voci di costo non essenziali, l’intensificazione della ricerca di nuovi clienti e il rinvio di investimenti già programmati. Nonostante le evidenti e numerose difficoltà, il sondaggio evidenzia come il 90% dichiara fatturati stabili o in crescita anche per il secondo semestre del 2022. Solo il 4% prevede possibili licenziamenti nei prossimi sei. Infine, un focus sulle principali priorità che dovrà affrontare il nuovo governo. «Al primo posto nelle richieste c’è la riduzione dei costi energetici – parla Roberto Giannangeli – al secondo la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Gli imprenditori lavorano quotidianamente con i propri dipendenti e comprendono i loro problemi. Ma con un’inflazione del 10% sono impossibilitati a concedere aumenti visto l’elevato costo del lavoro. Dalle nostre stime per un dipendente che ha un salario netto di 1.500 euro, i costi complessivi che l’azienda si trova a pagare ogni mese sono di 3.500 euro. La riduzione del cuneo fiscale significa riduzione delle tasse, dei contributi sugli stipendi dei dipendenti».
Conclude Michele Carloni «Abbiamo organizzato un’assemblea per sabato 17 settembre al centro congressi Quattrotorri di Perugia, dove abbiamo invitato i candidati dei quattro principali schieramenti alle elezioni politiche. In merito ai problemi delle imprese emersi dalla ricerca abbiamo elaborato delle proposte che presenteremo alla politica nel corso dell’assemblea».

Terni: prima fase di collaudo per il ponte in via Di Vittorio

Elezioni, il ministro della difesa Guerini a Terni: «Previste 164 assunzioni per l’ex-fabbrica d’armi»