PERUGIA – Con un trucco si impossessavano del bancomat di anziani, direttamente allo sportello, mentre il titolare si apprestava a fare il prelievo. Poi, con la carta in mano e il codice sbirciato durante le operazioni di prelievo, facevano acquisti e ritiravano contanti fino a ripulire i conti, raggiungendo il massimo previsto o finché il malcapitato non riusciva a bloccare il bancomat dopo aver sporto denuncia. Due i casi accertati a Perugia, uno in centro, l’altro a Ponte San Giovanni, che la Procura della Repubblica di Perugia, sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri della stazione del capoluogo, contesta a due uomini e una donna, nei confronti dei quali il Gip ha emesso, su richiesta della Procura stessa, un’ordinanza di custodia cautelare. I destinatari sono cittadini romeni senza fissa dimora, uno è stato individuato il 12 agosto in Romania ed estradato. Interrogato dal giudice, riferisce la Procura, ha ammesso le sue responsabilità. Per un secondo, sono in corso le procedure per l’estradizione. Al gruppo vengono ricondotti altri episodi messi a segno con le stesse modalità in altre parti d’Italia, in particolare Friuli Venezia Giulia, Veneto e Marche, dove i tre risultano indagati.
Secondo quanto ricostruito, i tre avrebbero colpito secondo modalità ben precise. Dopo aver individuato la potenziale vittima, prevalentemente anziani, uno si occupava di spiare il titolare della carta mentre digitava il codice del conto. Un secondo, di solito la donna, dopo aver fatto cadere a terra una banconota da 20 o da 50 euro nei pressi dello sportello automatico, avvertiva la vittima della presenza delle banconote, chiedendo se avesse perso lei la banconota. Nell’attimo di distrazione, il primo avrebbe sostituito il bancomat con un altro, della stessa banca e anch’esso rubato, così da “coprire” il furto. Una volta ottenuti bancomat e pin iniziavano le spese folli alle spalle degli ignari titolari. Modalità di azione e identità dei presunti responsabili, riferiscono gli inquirenti, verrebbero confermate anche dai video delle telecamere di sicurezza degli istituti bancari.
La misura cautelare, rileva la Procura, nel caso del primo arrestato, ha già superato il vaglio del Tribunale del Riesame che ha ritenuto adeguata la misura della custodia cautelare in carcere.


