M.BRUN.
PERUGIA – Quello che vedete è una nota ufficiale di Fit CIsl e Uilt Uil. E avrà conseguenze perché è anche un segnale chiaro: il sindacato si spacca su uno sciopero, non è più unito, come si dice, “a prescindere”.
Umbria7 aveva segnalato più volte che le agitazioni nel settore trasporti erano figlie di un modo antico di ragionare. Un’idea dei lavoratori dei trasporti da autoferrotranvieri degli anni Sessanta, con privilegi che al giorno d’oggi non hanno motivo d’essere.
Umbria7 ha ritenuto timida la posizione della Regione, che spende 26 milioni di suo per il trasporto pubblico, quando ne mette solo 4 nell’aeroporto che sta scalando classifiche dei record.
Ma adesso sono Cisl e Uil a dire che, dopo le “interlocuzioni” con la presidente Tesei e l’assessore Melasecche, ritengono opportuno revocare la seconda sessione di sciopero del 16 settembre. Ricordano quello che è stato più segnalato e sottolineato: che il momento è molto grave per le famiglie, in questa tremenda crisi del caro bollette.
Cosa succederà adesso con la Cgil? Il sindacato più a sinistra preferirà continuare a “fare politica”?
Se l’atteggiamento sarà questo, vuol dire che i trasporti sono stati solo la prova generale per la sanità. Anche qui Cisl e Uil sembrano attente ai tentativi di porre rimedio ai problemi concreti, nei tempi e nei modi possibili, Cgil vuole subito andare, anche in sanità, verso i fuochi d’artificio. Che forse servono a “fare politica”, meno ai guai dei pazienti e ai problemi degli stessi lavoratori della sanità.



