Elezioni, urne aperte (foto Settonce) - ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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Spigolature elettorali/Da Verini a Nevi, da Marini ad Alessandrini, catalogo dei malumori interni

Da Pd a Forza Italia, dal Terzo Polo alla Lega

PERUGIA – Spigolature di campagna elettorale, breve catalogo dei malumori interni agli schieramenti e ai partiti.

Vogliamo parlare del gigante Pd? Il segretario Bori è tornato felice: si butta con impeto su sanità e trasporti e picchia duro sulla maggioranza. Riprenderà qualche spazio a sinistra e nel campo degli ex grillini? Scetticismo nell’ala moderata del suo partito. E si allunga la schiera di chi aspetta un dopo Letta.
Forza Italia, dicono al nord est dell’Umbria, ha un problema: sembra rappresentata da un candidato esterno, di quelli che si dicono “paracadutati”, un po’ come il Pd e in piccola parte Fdi. Come è possibile? Il candidato Nevi è ternano doc, chi dice queste amenità? Ma il malumore non si placa.
Anche nel Pd, Verini – sostengono i critici- è di Città di Castello ma qui scende come una astronave. Chi lavora per allargare i consensi di Forza Italia? E chi si preoccupa solo che Bandecchi non si candidi?
Ohibò, i pensieri cattivi dei malpensanti professionali non scalfiranno la serenità della campagna elettorale azzurra. Ma certo sarà importante fare un risultato accettabile. Se no sarà resa dei conti.
Ecco allora il Terzo Polo. Qui i puristi del nuovo che avanza sottolineano come lo schieramento degli ex sia davvero impressionante. Ed è un coltello a doppio taglio: può essere utile per un consenso immediato, ma può anche insospettire gli elettori («non c’è niente di nuovo»).
Tanto più che ai tanti candidati ex Pd ed ex Psi va aggiunta anche (pure senza endorsement ufficiale) la figura politicamente imponente della ex presidente della giunta regionale Catiuscia Marini.
La Lega umbra si affida interamente a Salvini e prova a salvare una parte del suo ingente patrimonio di voti. Ma sarà vero che la candidata Alessandrini, a Terni, nella serata di Salvini, ha perorato cosi la causa della Lega: «La Lega è un grande partito popolare, votatela. Anch’io la voto». Possibile? No, magari sarà solo la solita velenosa maldicenza.

Salvini riparte dai 500 di Terni, bollette, sanzioni, tifo da stadio. E tanto spazio da recuperare

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