di Luca Ceccotti
NARNI – Dopo la presentazione della stagione 2022/2023 del festival “Narni Città Teatro” curato da Francesco Montanari e Davide Sacco, che porterà in città grandi nomi come Elio, Alessandro Gassman o Tommaso Ragno, oggi è stata annunciato anche la nuova stagione del Teatro Giuseppe Manini, che condividerà parallelamente al progetto di Sacco e Montanari il palco comunale.
Alla direzione artistica ancora una volta Nino Marino, che definisce la stessa Narni “una città teatro”: «Ha palcoscenici naturali, balconate e quinte fatte di terrazze e vicoli. Una rocca è il palco reale e un ponte è ciò che collega i mondi». Le parole riecheggiano nel corso della presentazione grazie a un avvolgente video confezionato ad hoc per l’occasione da alcuni artisti ternani. Parla anche l’amministrazione per voce dell’assessore alla cultura di Narni, Giovanni Rubini: «È un piacere e un orgoglio poter vivere nuovamente questo teatro, tra i più belli e importanti dell’Umbria. Ed è altrettanto piacevole vedere come voi lo abitiate e lo viviate insieme alla nostra città, facendo nascere una voglia di teatro nei nostri cittadini e non solo. Tanti eventi emozionanti e anche questi da vivere insieme, soprattutto dopo due anni di pandemia».
Marino spiega che la nuova stagione teatrale del Manini vuole rimettere al centro del dialogo artistico il ruolo dell’attore, “operaio del teatro”, e il suo corpo, che è componente stessa della condizione del teatro, elemento che lo abita e lo riempie: «Per questo vogliamo che Narni si riempia di nuovi linguaggi che esplorino anche sperimentazioni, danza e tanti altri generi e inventive differenti».
E in effetti la stagione rispecchia le parole del direttore artistico. Ecco il programma:
16 Ottobre, “IL COMPLEANNO” diretto da Peter Stein (anteprima nazionale): rappresentazione dell’opera di Harold Pinter dedicata a una situazione apparentemente innocua che sfocia nell’inverosimile per via dei suoi personaggi.
2-3 Novembre, “OTELLO” diretto da Andrea Baracco: il regista torna a Shakespeare con un cast esclusivamente femminile e un meccanismo scenico che affida al caso l’interpretazione di Otello e Desdemona.
20-21 Novembre, “LA MADRE DEI MOSTRI” diretto da Lorenzo Collati: traduzione teatrale dei racconti di Guy de Maupassant, con una drammaturgia inedita di Collati psicosi e ironia.
16 Dicembre, “ELEGIA DELLE COSE PERDUTE” scritto, diretto e coreografato da Stefano Mazzotta: una riscrittura in danza del romanzo I Poveri di Raul Brandao da parte della compagnia Zerogrammi.
14 Gennaio, “L’AMICO DI TUTTI” di Paolo Camilli: brillante e graffiante monologo a più voci dello stesso Camilli. Una catarsi ironica e un’esilarante chiamata alle armi sociale.
2 Febbraio, “QUESTA SPLENDIDA NON BELLIGERANZA” scritto e diretto da Marco Ceccotti: “una commedia moderata sul devastante quieto vivere”.
26 Febbraio, “IL GABBIANO – PROGETTO CHECOV” diretto da Leonardo Lidi: primo tassello di una trilogia dedicata a Checov.
13 Marzo, “ANTENATI” di Marco Paolini: un viaggio attraverso l’evoluzione della nostra specie organizzato mediante una stravagante riunione di famiglia.


