Di Arianna Sorrentino
PERUGIA – Dice che Perugia lo ha accolto, ha sfamato il suo ego e che gli ha dato la forza di crederci. Vincenzo Albano, pugliese di origine e ormai noto volto di Zelig ha iniziato la corsa per il successo proprio dal capoluogo umbro. All’epoca – era il 1999 – aveva appena vent’anni, frequentava l’università (era iscritto a Scienze della comunicazione) e alternava lo studio a spettacoli comici. Si esibiva almeno due volte a settimana insieme al calabrese Francesco “Ciccio” Saverio Rigoli: erano i Mensana e nei loro spettacoli parlavano di Perugia, dell’università, ma anche di sesso, politica e attualità. Ciccio intanto è a Milano, tra poetry slam, musica, diari virtuali e tanti progetti in cui dimostra di non aver perso il suo tocco: Perugia è stata un’ottima palestra.
«Sono stati anni stupendi – racconta Albano – a Perugia ho mosso i primi passi da cabarettista. Le serate nei locali erano piene di studenti, ma non solo calabresi o pugliesi. C’erano anche tanti perugini». Quelli più anziani possono ricordarli nei mercoledì all’American Pub di via Settevalli, o nei giovedì all’Elfo II in centro. «Io abitavo alla fine delle scalette di Sant’Ercolano. Spesso i gestori dei locali in cui dovevamo esibirci venivano a prenderci per portarci sul loro palco». Un piccolo passo da comici in realtà era già stato fatto nei villaggi turistici, ma lì «il pubblico era svogliato»: diverso è stato quello perugino, che ha amato la comicità dei Mensana. Apprezzati erano i personaggi che prendevano forma da quello che vedevano in giro. C’era il nonno che partiva per le gite con i Cateter Boys, gruppo di arzilli vecchietti. O c’era anche Tony Cicoria, personaggio che irrompeva articolando e mimando solo quattro parole: cicoria, cicogna, coniglio e vaniglia. «Ma poi, al pari di Superman e Spiderman esisteva anche Trasimen – lo ricorda Albano – Arrivava al grido di Gimo a salvà ‘l monno! Era il supereroe della città. La sua kryptonite era l’accento perugino incredibilmente marcato». Si presentava con un mantello di spugna gialla, una casacca nera e una T bianca sul petto per pubblicizzare l’attività che svolgeva da comune cittadino: il tabaccaio. E così dai palchi umbri arriva a quelli dei sogni nel cassetto. Attualmente il comico pugliese – che ha partecipato anche a serie di successo come Doc e Imma Tataranni – veste i panni del fake social media manager sul palco di Zelig, con Claudio Bisio e Vanessa Incontrada. «Stiamo facendo le prove, ma a breve inizieremo le registrazioni delle puntate. Zelig è stato l’obiettivo della mia vita. È il mio posto di lavoro, ma per me è anche casa». E Perugia? «Perugia è una parte di me. Senza quegli anni passati lì non avrei mai avuto il coraggio per fare tutto quello che ho fatto».









