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Insulti e minacce agli specializzandi: bufera sulla Scuola di Radiologia di Perugia

La denuncia presentata anche in procura dall’Als

E.P.

PERUGIA – Specializzandi insultati, minacciati, costretti a orari ben oltre il dovuto: sono le accuse che l’Als – Associazione Liberi Specializzandi muove alla direttrice della Scuola di specializzazione di Neurologia. Accuse dimostrate dagli audio che l’associazione ha pubblicato sul proprio sito (con l’anticipazione di Corriere della sera ed Espresso), dopo aver inviato un esposto al rettore dell’Università degli studi di Perugia, al direttore generale dell’Azienda ospedaliera, all’Ordine dei medici ma anche all’Ispettorato del lavoro e alla procura della Repubblica.

Come spiegato da Massimo Minerva, presidente di Als, si tratta di «un’antologia di insulti» che la direttrice «somministra quotidianamente a coloro che lei avrebbe il dovere istituzionale di formare. Riteniamo questa pratica indegna di un paese civile, in quanto lesiva della dignità degli specializzandi e nessuna ragione formativa e deontologica permette che la dignità delle persone venga lesa in tal modo». «“Ci sarebbe stato da sparargli” – minuto 1:38. “Sono uscita per non menargli” – minuto 2:00», sono alcuni degli esempi riportati nell’esposto. «Tutti conosciamo la storia di Sara Pedri, ginecologa di Trento, scomparsa da mesi dopo avere subito delle vessazioni dal suo Direttore – insiste Minerva -. Il nostro intento è segnalare alle Autorità in indirizzo questa incresciosa situazione per una rapida risoluzione della stessa e per evitare che eventi analoghi si ripetano. Riteniamo inoltre che i fatti documentati siano lesivi della qualità della Scuola di Specializzazione in questione ed in questo senso ci aspettiamo che, almeno questa volta, l’Osservatorio della Formazione medica Specialistica agisca di conseguenza».
Secondo chi denuncia, in tanti hanno addirittura rinunciato alla borsa di studio per evitare di proseguire il percorso. «Confidiamo – chiude il presidente di Als – in una accurata valutazione di questa denuncia e di una opportuna presa in carico, da parte di tutte le Autorità in indirizzo, ognuna per le specifiche competenze, di tali riprovevoli comportamenti».
Una denuncia grave, con gli audio che hanno fatto presto il giro della città e della comunità scientifica perugina, con l’Azienda ospedaliera che ha già dato il via alle verifiche interne, con la possibilità da dare alla direttrice di potersi difendere dalle accuse.

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