m.brun.
PERUGIA – Un “campione” umbro che entra nei 100 top manager italiani secondo la lista stilata da Forbes, una rivista che è un riferimento mondiale. Non è solo una soddisfazione per Andrea Margaritelli, 52 anni, quinta generazione di imprenditori, con un brand mondiale come Listone Giordano, più di 600 dipendenti, tra i primi dieci fatturati umbri del 2021 e tra i primi 10 utili, ma anche un duplice, importante segnale per la regione.
Il riconoscimento dice prima di tutto che l’Umbria ha talenti e vitalità che neanche ti aspetti, e poi dice ancora che questi talenti sono più noti fuori regione e in un contesto internazionale rispetto a quello locale ma se fossero legati più al territorio – magari rinunciando a un po’ del loro understatement per altro così tanto umbro – potrebbero trasformare le loro aziende in volano di sviluppo della piccola regione.
Importante è anche la motivazione del riconoscimento che Forbes tributa a Margaritelli (e lui ha subito provveduto a condividere con tutta la famiglia, a partire dal fratello): essere riuscito – è scritto – a declinare in un modo concreto quel termine abusato che è sostenibilità, nella sua impresa e nell’azione da manager, avendo in mente un’idea di fare business che rispetta l’equilibrio uomo-natura.
Infatti qui non fanno spot per l’immagine quando dicono che ogni generazione della famiglia, che lavora nel legno, si impegna a piantare una foresta. Così hanno fatto, così continuano a fare.
Ed è un vero modello di business – che sarebbe fondamentale allargare in Umbria – quello che li porta a seguire dalla A alla Z la loro filiera, dall’albero al pezzo di parquet. Tutto con il loro marchio e la loro firma.
Quando dicono green, da queste parti, dicono tutta la loro preoccupazione per l’ambiente, mentre creano il loro prodotto high quality: 180 milioni di fatturato, 13 di utili, tornati nella top 10 delle aziende umbre dopo qualche anno passato nella tempesta, utilizzato però per cambiare modello di business, ancora più mirato.
Resta la domanda: ma se i “campioni” dell’Umbria, che è sostenibile e green quasi per definizione, dedicassero più del loro talento a stringere rapporti e promuovere il territorio, cosa potrebbe succedere?


