Tassa regionale ferma, Pnrr per fare 10mila occupati in più, bandi per sostenere famiglie e imprese: la sfida della Regione per i prossimi anni

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La governatrice Tesei: «Abbiamo lavorato e ottenuto risultati, il futuro è pieno di incognite e le preoccupazioni sono tante, ma noi ci siamo attrezzati per quanto possibile». E cita tutti gli indicatori economici sopra la media nazionale, dal Pil, all’export, all’occupazione

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Defr (Documento regionale di economia e finanza) può essere letto come un rompicapo di numeri, con complicati riferimenti a formule economiche, oppure essere spiegato in quanto tocca carne e sangue dei cittadini.

E qui la Giunta Tesei ci ha messo sempre molto impegno per spiegare, avendo investito una parte importante della sua credibilità politica proprio sul Defr.
E allora ecco l’importanza dell’incontro con le parti sociali (il 9 novembre e il Documento andrà in Giunta per passare intorno al 15 in Assemblea legislativa per l’approvazione) di oggi pomeriggio.
Ed ecco perchè sono stati subito chiariti i punti sui quali si intende ragionare.
Intanto: i primi tre anni di Governo sono stati – cifre alla mano – una inversione di tendenza rispetto al periodo 2008-2019 che – hai voglia a fare letture sofisticate e distinguo – ha portato l’Umbria a perdere l’11.4% di Pil rispetto al 2,4% della media nazionale. Quasi cinque volte tanto.
E questo non è un passato per il quale farsi belli, ma il punto di partenza per i prossimi anni. Nel 2020-2021-2022 l’Umbria, in piena tempesta Covid, ha comunque fatto meglio della media nazionale, in quanto a Pil, ad export, a valore aggiunto, a occupazione e disoccupazione.
Sufficiente per svoltare? Questo rientra nelle interpretazioni. I numeri si fermano qui. E non sono roba di poco conto.
Partendo da qui, si ragiona intorno a 3 pilastri:
a) si continua ad andare avanti senza alzare le tasse regionali. Si dirà: bella forza. Non è vero: in questo momento anche Zaia, in Veneto, sta pensandoci seriamente. Il dibattito è forte. La tentazione è di quasi tutti i governatori, almeno quelli che non hanno raggiunto già il tetto massimo. Tesei si spinge a confermare il suo orientamento. Se non ci riesce, magari proprio a causa dei problemi della sanità? Pronti a criticare. Se ci riesce è un risultato.
b) la buona interlocuzione col governo Draghi ha permesso di portare in Umbria – dato acquisito – 1,7 miliardi di Pnrr. Il che – tradotto – significa 4 punti di Pil e 10 mila occupati. Questo è stato detto alle parti sociali. Fare bene e fare in fretta su questo versante è fondamentale.
c) la nuova Programmazione comunitaria (Fondi europei rimodulati) consentirà di avere a disposizione altri soldi, soprattutto per l’agricoltura. Ossigeno per il settore e per tutta l’Umbria.
Naturalmente, se questi sono i pilastri intorno ai quali lavorare, il problema è far partire i bandi per sostenere famiglie e imprese. Bisognerà agire, visto che siamo di fronte all’emergenza, con la stessa mentalità, velocità e determinazione di quando si era sotto Covid.
La presidente Tesei ha sintetizzato il momento: “Abbiamo lavorato ottenendo risultati, abbiamo motivi di ottimismo insieme a tante preoccupazioni, ma possiamo dire di partire attrezzati verso il futuro che ci si prospetta, che sarà ancora molto difficile, in una situazione nazionale e internazionale di crisi”.
Un cammino di nuovo in salita, da percorrere con la consapevolezza degli amministratori ma di ognuno degli interlocutori del tessuto sociale.

La nota ufficiale della Regione

La Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha incontrato questo pomeriggio i rappresentanti delle parti sociali e delle associazioni di categoria per la fase di concertazione del DEFR, il Documento di Economia e Finanza Regionale.
Nel documento si analizza l’attuale scenario e si individuano gli obiettivi e le azioni future (2023/25) al fine di permettere, in un frangente nuovamente critico, uno sviluppo dell’economia umbra che possa riportare ricadute positive sull’intera regione, come la salvaguardia e la crescita delle attività produttive, la tenuta dell’occupazione e della ricchezza, il consolidamento del trend in essere.
La Presidente Tesei, durante il suo intervento di presentazione del Defr, ha fatto una articolata analisi di quanto realizzato sino ad oggi in Umbria dove, grazie al lavoro degli ultimi tre anni e nonostante l’emergenza sanitaria, si è invertita la tendenza negativa che aveva caratterizzato l’intervallo temporale 2008/19.
Il futuro scenario, comprendente l’ultimo semestre 2022 e il 2023, appare però come detto complesso e nuovamente preoccupante in considerazione della congiuntura internazionale.
La Regione, chiamata a reagire con determinazione, ha individuato 10 macro obiettivi che vanno dal sostegno alle imprese allo sviluppo infrastrutturale, dalla ricostruzione alla transizione energetica.
Gli strumenti finanziari individuati non prevedono, per il terzo anno consecutivo, nessun incremento delle tasse regionali, ma si basano principalmente sui Fondi Comunitari e sul Pnrr.
Dopo la fase di concertazione, il Defr sarà all’ordine del giorno della seduta di Giunta del 9 novembre prossimo per poi essere discusso e votato dall’Assemblea legislativa.

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