Aurora Provantini
TERNI – L’invadenza delle auto e la sosta selvaggia non conoscono confini. Nei giorni scorsi persino Palazzo Spada è stato preso d’assalto, oltretutto in uno dei suoi simboli: il pennone che sostiene la bandiera rossoverde si è arreso alla prepotenza di un veicolo. Un mezzo in movimento ha colpito – in retromarcia – il pilastro d’ acciaio facendolo inclinare a tal punto che è dovuta intervenire la Protezione Civile per rimuoverlo.
«Arrivare ai tre pennoni che sorreggono le bandiere dell’Italia, dell’Unione europea, della città, non è semplice». Infatti occorre dribblare i dissuasori in travertino per centrarli. «Evidentemente tutto si può fare, a Terni» – il commento di chi ha assistito all’operazione di “ripristino” del decoro. Tutto questo nonostante l’area sia sotto strettissima sorveglianza di almeno due telecamere.
La sosta selvaggia – al di là di episodi emblematici – è una prassi consolidata. Per i residenti è diventata una ossessione: «Non riusciamo mai ad uscire o ad entrare in garage senza dover discutere con qualcuno. Giovedì scorso avevo bisogno di riportare a casa mio figlio che si era infortunato al ginocchio giocando a calcio, ma non è stato possibile. Ho dovuto lasciare l’auto lontano e sorreggere Alessandro, claudicante, per trecento metri». Franca M. ha il permesso per transitare all’interno della Ztl, abitandoci. Ma ha anche una decina di utenti della strada che contano sulla sua rampa (di accesso al garage) per lasciare l’auto. «Dieci proprio no, ma sette sì. Ho le foto, le targhe, la prove dei tentativi fatti per farle rimuovere. Perciò ho soprattutto voglia di trasferirmi altrove».
Non c’è un quartiere del centro più colpito di altri: tutti parimenti interessati dal fenomeno delle soste selvagge. E c’è quel piazzale, Largo Elia Rossi Passavanti, in cui è sorto “Revolution” un anno fa – murale firmato dall’artista Sto – sempre assediato. Sabato pomeriggio, per tutto il pomeriggio, hanno sostato 12 auto. Tante, se si pensa che in piazza del Mercato ce ne erano 152 di cui “solo” 36 in divieto. Eppure Largo Elia Rossi Passavanti è una parte importante di Corso Tacito, cuore del commercio cittadino. Mentre in piazza del Mercato il 60 per cento delle vetrine sono chiuse e la struttura centrale è vuota, in Largo Passavanti non c’è nemmeno mezzo negozio sfitto. «Consentire le soste abusive dove si passeggia significa sottrarre spazi ai pedoni e diminuirne la sicurezza. Significa contribuire a deteriorare le pavimentazioni di pregio che mal sopportano peso e inquinamento delle autovetture».
Le segnalazioni per deterioramenti e ripristini non effettuati continuano ad arrivare numerose a Palazzo Spada. Ma lì è consentito anche lasciare il suv accanto al Thyrus.








