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Aeroporto, Airlink confermato e pressing in Germania, ma i Comuni non pagano e Assisi non si fa trovare

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Gli sforzi della Regione per far crescere ancora lo scalo, in una fase delicata, ma servono risorse. Romizi rassicura, ma Proietti, sui suoi 250mila euro annui, continua a far finta di niente

di Marco brunacci

PERUGIA – L’aeroporto dell’Umbria, un volano indispensabile per il decollo dell’economia regionale, continua a vivere questa fase delicata. Da una parte macina record di passeggeri, dall’altra ha bisogno di risorse fresche per crescere ancora.

La Regione, da parte sua, ha confermato in queste ore il servizio navetta Airlink anche per tutto il periodo invernale.
Il collegamento cambia anche nome: da Airlink Perugia ad Airlink Umbria. E stavolta non è solo una formalità. Non saranno collegate con l’aeroporto San Francesco solo le stazioni ferroviarie di Perugia e Assisi ma anche le principali dell’Umbria. In attesa di realizzare, come già deciso, la stazione di Collestrada, in appoggio allo scalo umbro.
Insieme a questo, proseguono gli incontri per avere un hub in Germania (Francoforte è il favorito).
Dall’altra parte si intensifica la ricerca dei fondi necessari.
Si attendevano segnali da Confindustria Umbria ma non sono arrivati.
Resta invece tutto intero, e senza spiragli di soluzione, il problema dei contributi dovuti dai due Comuni che sono i maggiori beneficiari dell’aeroporto (Assisi e Perugia), i quali continuano a non pagare i 250 mila euro per quest’anno e i 250 mila per il prossimo, visto che ormai ci siamo.
Ma mentre per Perugia si è mosso direttamente il sindaco Romizi per rassicurare sull’impegno e correggere alcune improvvide dichiarazioni dell’assessore al bilancio, sul fronte Assisi tutto tace.
Perugia farà tutto il possibile, Assisi non è dato sapere.
E questo è intanto curioso per due motivi.
Primo: il sindaco Stefania Proietti è anche presidente della Provincia di Perugia e dovrebbe avere in mente più di altri l’interesse generale.
Secondo: perché Assisi ha nell’aeroporto, che è nel suo territorio, l’arma principale per contrastare la crisi del “turismo dei pullman”, piegato dal Covid, e che ha portato la città ad avere l’unico dato turistico negativo della regione (-40%).
L’amministrazione assisana vuol avere i vantaggi dello scalo senza mettere mano al portafogli?
Per carità è una strategia, che però sarebbe un modo meschino di stare a bordo di un progetto decisivo per la città.
Sta cercando risorse e non le trova?
Probabile, ma la situazione non cambia.
Il sindaco Proietti è molto attenta all’immagine anche a scapito, certe volte, della linearità dei comportamenti.
Ha sorpreso un po’ tutti nell’intervento di apertura all’Assemblea di Confindustria – che si svolgeva al Lyrick di Assisi – per lo slancio in favore delle imprese e delle loro ragioni, quando tutti avevano in mente ancora lo scontro sulle Fonderie Tacconi.
Scontro terminato con la vittoria dell’impresa (appoggiata dalla Regione) sull’amministrazione comunale. Nessuna delle obiezioni ambientaliste alla fine ha retto. E gli oltre 300 dipendenti continuano a lavorare e a essere tra le eccellenze dell’industria umbra.
Con l’aeroporto Proietti pensa di provare a prolungare all’infinito la strategia del silenzio, mantenendo i vantaggi senza onorare gli impegni?

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