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Se si supera lo choc energia, volete vedere che l’Umbria diventa la regione-underdog che vince? Le imprese, il momento difficile e il “Briziarelli dream”

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Assemblea di Confindustria umbra. La crisi energetica da superare, i buoni risultati dell’economia fino a settembre, le «occasioni per il futuro», i motivi di ottimismo per il futuro. Giocando in squadra: industria, Regione, Università

di Marco Brunacci

PERUGIA – L’economia umbra va bene, meglio di quella nazionale, sembra aver riagganciato il nord, dopo tanti anni passati, dal 2008, a scivolare verso sud. Ma le preoccupazioni sono più dei motivi di soddisfazione: l’incubo del caro energia rischia di mandare in frantumi fior di aziende in questo inverno che si annuncia duro, forse durissimo. Però, ancora, se si trova il modo per superare almeno la fase più traumatica dello choc energetico, limitando i danni?

Attenti, qui sta la sorpresa: l’Umbria ha le carte in regola per diventare il piccolo scrigno delle opportunità. Giocando finalmente in squadra. Imprese, Regione, Università. Da qui un (piccolo? meno piccolo?) fascio di luce sul futuro?
Il presidente di Confindustria Umbria, Vincenzo Briziarelli, contenti o no, preferisce il low profile, comunicazioni poche-pochissime e selezionate, quindi massima attenzione alla sua relazione all’Assemblea dell’associazione.
Si parte dall’energia, ma per dare un senso cronologico e “geografico”, via, meglio ascoltare cominciando dall’Umbria. Sentite che dati riferisce il presidente:
1.Nei primi sei mesi del 2022 l’economia ha avuto un «andamento positivo», la «crescita è stata alimentata dalla domanda interna, dagli investimenti e dalle vendite all’estero». Quindi tutto quel che si può.
2.Le esportazioni sono aumentate del 35% rispetto allo stesso periodo del 2021, «molto più – sottolinea il presidente – della media nazionale».
3.Gli investimenti hanno avuto un buon tono, spinto dal bonus edilizia, dalle immobilizzazioni in impianti per l’energia rinnovabile, e dal credito di imposta 4.0. Sono stati anche favoriti dal Pnrr (i cui effetti verranno computati però non prima del prossimo anno, come ovvio che sia) e dal Piano nazionale complementare.
4.Nel primo semestre 2022 sono state autorizzate 3,3 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni, l’81% in meno rispetto allo stesso periodo.
Ci sarebbe abbastanza per festeggiare. Di sicuro ce n’è abbastanza per far felice la presidente Tesei (alla quale Briziarelli indirizza un «grazie» per «l’iniziativa diplomatica» che ha portato a una proposta unitaria di tutte le Regioni al Governo nazionale per superare la crisi energetica) e le scelte compiute, anche in riferimento alla capacità di attrarre fondi nazionali. 
Ma c’è il grande “ma”.
«Da settembre – continua Briziarelli – c’è stato un radicale peggioramento della situazione per il prolungarsi dello shock energetico che ha prosciugato le risorse aziendali».
Risultato? «Le previsioni dei prossimi mesi sono di forte contrazione. In mancanza di risposte strutturali al caro energia, molte imprese rischiano di passare un inverno drammatico».
Ecco qui la questione nazionale e internazionale.
Nessuna nuova news rispetto alla linea di Confindustria. Briziarelli è solo più netto con l’Europa che «applica le sanzioni» ma poi non si mostra solidale. È poi tranchant con chi per decenni ha continuato a dire No a tutto e «non ha difeso il Paese», che oggi ha bisogno di superare per sempre la stagione dei Comitati, poche persone agguerrite capaci di bloccare lo sviluppo per tutti, e invece di dare il via ai 6 Sì indispensabili per ripartire in campo energetico. 
Ecco i Sì:
1.alla diversificazione delle forniture
2.ai nuovi rigassificatori
3.al rafforzamento della capacità di stoccaggio
4.a nuove estrazioni di metano nei nostri fondali
5.alle rinnovabili nel mio giardino
6.al nucleare di quarta generazione
Tutti Sì in linea con le tesi confindustriali nazionali. E un assist almeno alle intenzioni del nascente Governo Meloni.
E però c’è una sorta di Terzo modulo di questo discorso, il meno scontato e il più interessante. Lo si capisce subito dall’abbrivio:
«Nonostante le difficoltà restano delle opportunità di crescita che dobbiamo sfruttare nel migliore dei modi», quasi sussurra il presidente, preoccupato di farsi sentire ma non troppo.
Sarà la speranza che arriva dal dato del Terzo trimestre del Pil (+0,5% nazionale, in linea e forse perfino un po’ meglio quello umbro), sarà che tra le informazioni del presidente c’è qualche spiraglio di luce che va in ogni modo supportato.
Attenzione si parla proprio di “opportunità di crescita” dell’Umbria? Quali sono? Pronti a seguire, nel dettaglio, perché merita, Briziarelli:
A.«Abbiamo aziende e filiere con prestazioni eccellenti, in vari settori, con importanti progetti di sviluppo».
B.Il Pnrr deve essere ancora attuato in larga misura per molti interventi che potranno interessare l’Umbria.
C.I progetti acquisiti contribuiscono a ridisegnare alcuni profili della regione, soprattutto infrastrutturali, e a potenziare la sua attitudine scientifica, con, ad esempio, gli Ecosistemi per l’innovazione dei nano e bio materiali.
D.C’è poi l’attuazione regionale dei nuovi fondi europei che potrà accelerare alcuni processi di trasformazione delle imprese e delle filiere.
E.Le potenzialità della trasformazione digitale sono appena all’inizio Solo una percentuale ridotta di aziende, ad esempio, utilizza IA per il supporto alle decisioni
F.L’economia circolare, con la valorizzazione del polo chimico di Terni, può dare nuovo impulso alle imprese.
G.La rivoluzione della mobilità, se ben gestita può essere un’occasione di sviluppo per legare alla filiera dell’elettrico nuovi segmenti produttivi
H.Il turismo potrà essere interessato da modi completamente nuovi di fruizione
I.Il punto I è la sorpresa: «La nostra prestigiosa Università, guidata dal rettore Oliviero” diventa un referente e un partner, ma non solo nel progetto interregionale HAMU con Abruzzo e Marche, ma anche per «realizzare il futuro» con «un approccio estremamente operativo» 
Aggiungete che «Lavorare in Umbria può essere il valore aggiunto per gli imprenditori», dice Briziarelli, lasciando intuire che solo tra queste colline, con questa storia, la tradizione, la bellezza, l’ambiente, la forza della gente, il sostenibile può andare a braccetto con una dimensione, la più umana possibile, della produzione e del lavoro.
Dai, ti giri, e scopri che una “Umbrian valley” è possibile, che un pezzetto di futuro passa per queste antiche strade. E c’è anche un pizzico di “Briziarelli dream”, dal nome del presidente che sulle prime sembra tutt’altro che un sognatore, dentro questa fase economica. 
E, alla fine, sareste sorpresi che l’Umbria sia l’underdog – visto il recente successo dell’espressione – tra le regioni di domani?

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