Martellate alla moglie sul bus, è il giorno della convalida dell’arresto per Mohamed El Messaudi

L’avvocato dei familiari della vittima: «Se il braccialetto elettronico avesse funzionato la tragedia non si sarebbe consumata»

TERNI – Nonostante il braccialetto elettronico è riuscito a massacrare la moglie ridunendola in fin di vita. Le ha distrutto il cranio con almeno otto martellate sabato 9 maggio sull’autobus che la donna prendeva per tornare a casa dal lavoro. Poi la fuga, la colazione “fatale in un bar di Vascigliano di Stroncone, il fermo, la conferenza stampa del procuratore di Terni e del comandante dei carabinieri, la convalida del fermo, la protesa silenziosa. «Ci sono momenti in cui una città deve fermarsi – l’invito della Casa delle Donne – ritrovarsi e guardarsi negli occhi. Per questo la Casa delle Donne, insieme alle amiche e ai familiari di Fatiha, chiama la cittadinanza a scendere in piazza per manifestare vicinanza, dolore e rabbia».

Fatiha El Afghani, in fin di vita al Santa Maria di Terni per essere stata massacrata dal marito, allontanato dalla casa familiare con l’applicazione del braccialetto elettronico per precedenti maltrattamenti, è l’ennesimo esempio di violenza contro le donne che va contrastato e condannato. «Perché nessuna violenza sia mai considerata normale o inevitabile. Per Fatiha. Per tutte le donne.
Libere di essere, libere di vivere. Sempre», la Casa delle Donne dà appuntamento alla cittadinanza sabato 16 maggio, in piazza della Repubblica alle ore 17,30.

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