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Come visitare i “Luoghi dello Spirito” dall’alto senza volare

Con il progetto Flyup finanziato dalla Fondazione Carit, il Dit realizza dieci filmati di eremi, monasteri, abbazie e chiese, utilizzando i droni 

TERNI –  Ci sono “Luoghi dello Spirito” che possono essere scoperti dall’alto senza volare. Eremi, santuari, monasteri, chiese – testimonianza del grande patrimonio artistico dell’Umbria meridionale – che raccontano una storia antica.  Costruzioni architettoniche immerse nella natura che magari è scomodo raggiungere con una  guida turistica, ma dove il Dit (Distretto integrato turistico) manda un drone in avanscoperta. Che filma il contesto, supera i portici della abbazie,  si introduce all’interno delle architetture fotografando affreschi e opere d’arte. Tutto nell’ottica della valorizzazione e promozione turistica di quei “Luoghi dello Spirito” di cui il territorio di Terni è espressione.  

Si tratta del secondo viaggio (il primo ha “messo in scena” i siti di interesse archeologico), del secondo anno di vita  del  progetto   “Flyup – Le terre di San Valentino viste dai droni” finanziato dalla Fondazione Carit e realizzato dal Dit-Umbria Experience attraverso gli architetti Valter Ballarini e Gianpaolo Luchetti. Una operazione di promozione turistica che intende facilitare la conoscenza delle meraviglie dell’Umbria meridionale, consegnando agli operatori turistici una sorta di menù di luoghi da esplorare. Fisicamente o anche solo virtualmente. «Sebbene, una volta guardati quei filmati sarà difficile resistere alla tentazione di andarli scoprire dal vivo» – spiega Gabriele Giovannini, presidente del Dit.
I dieci  filmati appena realizzati  riguardano la Collegiata di Santa Maria Assunta a Lugnano in Teverina, l’ Abbazia di San Vittore ad Otricoli e della Romita di Cesi (Terni), lo Speco di San Francesco a Narni, l’Eremo della Madonna dello Scoglio ad Arrone, l’ Abbazia di San Pietro in Valle a Ferentillo, la Chiesa di San Nicolò a San Gemini e  di San Francesco ad Amelia, l’Abbazia di San Cassiano a Narni e di San Benedetto In Fundis a Stroncone.  Attraverso un semplice link, a cura del Dit, è  quindi possibile sapere tutto di quei luoghi del silenzio.  Una mappa li localizza e un link li rende visitabili all’istante. «Il filmato può essere utilizzato  per conoscere la storia delle abbazie della Valnerina o dello Speco di Narni quando non si ha il tempo di andarci. Ma anche come guida virtuale per chi riesce ad raggiungerli fisicamente».  Giovannini spiega l’importanza del progetto Flyup. Che sta “marciando” a ritmi sostenuti: entro la prossima primavera saranno disponibili altri   filmati che mirano a valorizzare i borghi medievali.  «Abbiamo consegnato e messo a sistema quindici guide fino ad oggi –  sottolinea Gabriele Giovannini –  cinque sulle aree archeologiche e dieci sui “Luoghi dello Spirito”. Nella mappa abbiamo anche indicato gli eventi culturali che offre il territorio nei vari periodi dell’anno, perché il  Dit è impegnato nel promuovere e commercializzare l’offerta turistica del territorio attraverso la comunicazione e la diffusione di proposte strutturate. Questo per offrire ai potenziali turisti informazioni, suggerimenti di viaggio, ma anche sensazioni ed emozioni di un territorio meraviglioso».

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