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Il “duce delinquente” conquista Città di Castello: standing ovation a non finire

Aldo Cazzullo e Moni Ovadia: «Esperienza meravigliosa»

foto di Massimo Radicchi
R.P.

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Applausi a non finire per lo spettacolo “Il duce delinquente” (Corvino produzioni) con Aldo Cazzullo e Moni Ovadia, tratto dal saggio “Mussolini il capobanda. Perché dovremmo vergognarci del fascismo” (Mondadori editore) scritto dallo stesso Cazzullo, andato in scena venerdì4 novembre al teatro degli Illuminati di Città di Castello che, per l’occasione, ha registrato un veloce sold out.

La messinscena a due voci, unica tappa umbra, accompagnato dalle musiche della violoncellista e cantante Giovanna Famulari è attualmente in tournée nei teatri di tutta Italia. L’appuntamento è stato patrocinato dal Comune di Cittá di Castello, sostenuto da Anpi di Città di Castello e Spi-Cgil Alto Tevere con il sostegno anche di altri soggetti privati.
«Moni Ovadia edio siamo molto diversi, abbiamo idee politiche diverse, siamo entrambi antifascisti, lui è un attore un grande uomo di teatro, io sono un giornalista, uno scrittore. Cerco a teatro di raccontare delle storie poi Moni legge dei brani di Mussolini e delle sue vittime e canta le canzoni del regime, dell’epoca, in diverse lingue. Si piange e si ride. Per me è una esperienza meravigliosa e lo è stata anche a Città di Castello, bellissima città, in questo teatro altrettanto bello, con un pubblico che ha tributato apprezzamento. Tutte le volte che vengo a Citta’ di Castello sono sempre accolto con grande affetto e con grande interesse: un anno fa per parlare di Dante e questa volta di Mussolini, davvero una bella occasione», le parole di Cazzullo al termine.

Il duce delinquente
foto di Massimo Radicchi

Prima di ripartire, l’artista si è concesso alla grande richiesta degli spettatori presenti della firma copie del suo libro di successo. Quella di portare i libri, anche la saggistica a teatro, si è confermata, dati alla mano, un modello di successo ed utile ad accostare teatro a scrittura e letture due straordinarie forme d’arte. Poco più in là subito dopo lo spettacolo uscendo dai camerini soddisfatto gli ha fatto eco Moni Ovadia, poliedrico e straordinario uomo di teatro, attivista dei diritti civili e sociali: applaudita “maratona” sul palcoscenico fra narrazioni, canzoni e interpretazioni anche mimiche che hanno incantato il pubblico presente.
«Raccontare Mussolini a teatro con le parole di Aldo Cazzullo è un vero sballo. Mi sono divertito moltissimo anche a Città di Castello, meravigliosa città, a cantare le canzoni del fascismo e dell’epoca perché contengono in sé stesse qualcosa di contradditorio. Vedere ogni volta ai nostri spettacoli tanta gente come qui è davvero uno stimolo ad andare avanti su questa strada con passione e orgoglio» ha detto Ovadia promettendo di tornare a Città di Castello che ha avuto modo di visitare solo in parte fra una pausa e l’altra delle prove prima dello spettacolo.

Il duce delinquente
foto di Massimo Radicchi

Straordinaria l’interpretazione della bravissima violoncellista, Giovanna Famulari che ha accompagnato dal vivo anche dal pianoforte i racconti di Cazzullo e le canzoni di Ovadia.
«Una bellissima giornata di arte, cultura e ricostruzione storica di un periodo che ha segnato in maniera cruenta e indelebile il nostro paese. Cazzullo ed Ovadia con le musiche di Giovanna Famulari hanno proposto al numeroso pubblico presente al teatro uno spettacolo davvero unico, coinvolgente di grande livello culturale particolarmente apprezzato da tutti. Siamo onorati di aver ospitato questo evento sostenuto assieme ad altri soggetti che lo hanno reso possibile», hanno sottolineato il sindaco Luca Secondi e l’assessore alla cultura, Michela Botteghi.
In un teatro “tutto esaurito” in ogni ordine di posti, hanno assistito allo spettacolo anche i parlamentari Anna Ascani e Walter Verini, la presidente Anpi di Città di Castello Anna Pacciarini, la segretaria dello Spi-Cgil Alto Tevere Patrizia Venturini.

ovadia e cazzullo museo burri
foto di Massimo Radicchi

Prima dello spettacolo, Aldo Cazzullo, Moni Ovadia e la musicista, Giovanna Famulari, accompagnati dal sindaco, dall’assessore alla cultura e dal senatore Verini hanno visitato i musei Burri negli ex seccatoi e palazzo Albizzini, guidati dal presidente della Fondazione Bruno Corà e dall’architetto Tiziano Sarteanesi, rimanendo particolarmente colpiti dai luoghi e dalla bellezza delle opere del maestro.

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