Di Angelo drusiani
TERNI – Un messaggio via Whatsapp. Lo apro come per tanti altri. Incredulo, senza parole: Roberto del Tacitus è deceduto.
Poco più di due settimane fa, gli avevo fatto visita, nella mia più recente presenza ternana. Professo’ mi chiamava. Non lo sono, ma per lui lo ero. Una reciproca simpatia. Di quelle che nascono spontanee. Io che amo non tantissimo il cibo. Roberto che, ormai conoscendomi, accettava che mi accontentassi di poco. Ma di grande qualità, perché mamma è una cuoca fantastica! Mi chiedo come farò senza di lui, quando ancora tornerò in città. Lo farò, perché così è la nostra vita. Che continua, anche quando il vuoto s’impossezza di noi. Al leggere il messaggio che mi ha raggiunto via Whatsapp ho gridato. Di disperazione. No, Roberto non lo dimenticherò. Egli vivrà nei miei pensieri, nei miei ricordi. E voglio sperare che lassù, dove andrà, anche nei suoi pensieri qualche volta ci sia anch’io.


