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 Terni, va in scena al Secci “Io suono quel che sono. Io suono Mingus”

La Colours jazz Orchestra diretta da Massimo Morganti celebra uno dei più grandi compositori della storia del jazz a cento anni dalla nascita

TERNI – Dopo lo straordinario successo della Prima assoluta al Parco della musica di Roma per la 46esima edizione del Roma Jazz Festival, arriva a Terni “Io suono quel che sono. Io suono Mingus” il progetto multimediale dedicato a Charles Mingus, in occasione del centenario dalla nascita.

Giovedì 24 novembre alle ore 21 sul palco del teatro Secci, sarà la Colours Jazz Orchestra diretta dal maestro Massimo Morganti ad eseguire le dieci composizioni originali ispirate alla musica mingusiana create da giovani compositori under 35. 

Il progetto, promosso dalla Imf Foundation e sostenuto dal Ministero della Cultura,  è stato realizzato in collaborazione con i Dipartimenti Jazz dei Conservatori di Roma, Matera e Bologna, con l’Associazione Visioninmusica e con Fondazione Musica per Roma.

Ideato a partire da Mingus, graphic novel di successo internazionale pubblicata da Coconut Press/Fandango – e già tradotta in cinque lingue – su testo dello scrittore e giornalista musicale Flavio Massarutto e tavole del fumettista e illustratore Pasquale Todisco animate per l’occasione dal regista Martino Bisson, “Io suono quel che sono. Io suono Mingus” è un  potente viaggio fra musica e video che fa dialogare il fumetto e il jazz, due forme espressive popolari nate all’inizio del secolo scorso e per lungo tempo tenute ai margini dell’establishment artistico. Al centro del racconto la vita tormentata, le battaglie contro il razzismo, la musica geniale di un maestro che ha lasciato un segno indelebile nel panorama del jazz. Un uomo dal talento indomabile e ribelle che ha attraversato gli stili rimanendo sempre sé stesso. Un’anima arrabbiata che, per le sue origini meticce, dovette sempre fare i conti con l’ostilità della società americana. 

Le musiche originali per orchestra composte dai giovani autori saranno, d’ora in poi, a disposizione di tutte le big band che vorranno cimentarsi con questo repertorio, mentre le registrazioni dei due concerti di Roma e Terni costituiranno il materiale di partenza per la realizzazione di un film. 

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