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 «Giovani, formazione, lavoro e welfare». Le proposte della Cisl per vivere bene Terni

Il seminario organizzato dalla Cisl si è tenuto volutamente in un Istituto tecnico economico e professionale, il Casagrande-Cesi 


TERNI – «Terni è in pieno inverno demografico e la Cisl guarda al futuro e al suo sviluppo». Alle  “prospettive per il benvivere”. Partendo da un seminario dedicato interamente al territorio di Terni, da un confronto tra mondo sindacale e mondo imprenditoriale per individuare «la strade per tornare ad essere attrattivi». «Per tornare ad essere quel luogo nel quale si decide di trovare un lavoro, vivere e far crescere la propria famiglia». Per Riccardo Marcelli, segretario regionale della  Cisl,  si possono dare risposte ai crescenti problemi economici e sociali   sono integrando il  welfare pubblico con quello aziendale e sussidiario.

La fotografia, la prospettiva, il progetto di città. Tre le fasi del seminario.  La prima racconta di una città che invecchia  e di  famiglie  sempre meno numerose, formate spesso da una sola persona. La seconda guarda ai giovani e al loro futuro. Tema sul quale si è soffermato soprattutto Marcelli, segretario Cisl ma anche padre di due “giovanotti”. «Si può pensare di restare a vivere a Terni e si può addirittura scegliere di trasferirsi a Terni se si riesce a garantire offerta occupazionale e servizi. «Ma  la sanità deve essere pubblica, di qualità e rispondente alle esigenze dei cittadini e dei territori» – sottolinea Marcelli.  Per don Luca Andreani, coordinatore pastorale giovanile e familiare della Diocesi Terni-Narni-Amelia, «i giovani sono la vera ricchezza e bellezza del territorio». «Centrale, però, diviene la questione dell’integrazione. Questa passa dal saper accompagnare tutti i giovani al lavoro, anche e soprattutto attraverso una formazione adeguata e rispondente alle esigenze del territorio. Come Terni potrà diventare una città giovane? Dobbiamo accompagnarli e assecondarli nei loro sogni e nella connessione con i coetanei». Gli stessi giovani che per Riccardo Befani, vicepresidente dell’Azione cattolica giovani, «devono essere protagonisti delle proprie scelte. Come fa una città, come Terni, ad essere attrattiva? Perché qualcuno dovrebbe decidere di venire a vivere proprio qua? Per questo sono necessarie le giuste decisioni della politica, offrire un tessuto sano e sicuro dal punto di vista sociale, ma soprattutto ci vuole occupazione. Il tessuto dell’area del perugino e del folignate non sono uguali a quello ternano. Se questo è una ricchezza, e lo è, dall’altra è necessario pensare a un Its ternano in modo che la formazione sia rispondente all’offerta di lavoro». Se un luogo del benvivere deve essere sicuro ed avere offerte di lavoro, «è necessario ripensare Terni anche in termini urbanistici e di sviluppo». L’architetto, professore dell’Università degli Studi di Perugia, Alessio Patalocco, ha ricordato che «dobbiamo accettare il cambiamento, sia da un punto di vista urbano che civico. Nel fare questo dobbiamo saper coinvolgere i giovani e farli sentire incisivi».

 «Oltre al welfare pubblico, va puntata l’attenzione anche su quello sussidiario come strumento di prossimità. Questo – ha affermato la professoressa Mariella Ursini del dipartimento scienze politiche dell’Università degli Studi di Perugia – deve andare di pari passo con quello pubblico e serve per riuscire a dare risposte alle vulnerabilità». Debolezze sociali che, secondo il segretario generale Cisl Umbria Angelo Manzotti, «solo il territorio e le persone che vivono in una comunità possono riconoscere. Da qui l’importanza della rete territoriale che può cercare e dare risposte e soluzioni a una realtà in continua evoluzione. Un’evoluzione nella quale i giovani devono essere protagonisti. Dobbiamo dare risposte occupazionali ai giovani, che sono i protagonisti non del futuro ma anche del presente. A questi, inoltre, va garantita anche una pensione, in un mercato del lavoro dove sappiamo che, nella maggior parte dei casi, chi entra nel mercato del lavoro dovrà cambiare più posti di lavoro. Da questo si rende necessaria un’istruzione sempre più specifica, ma anche un percorso formativo per tutta la vita lavorativa. Per quanto riguarda l’esigenza di un Its anche a Terni, già due anni fa abbiamo fatto questa battaglia, ma siamo rimasti inascoltati. Abbiamo portato avanti questa richiesta perché siamo consapevoli delle specificità di questo territorio: a Terni, con una sola azienda, viene garantito il 25% della ricchezza umbra. In questa situazione di difficoltà, frutto del problema pandemico e dell’inflazione, ci siamo accorti che anche lavorando si può essere poveri. Con il Governo proprio in queste ore stiamo ragionando del Patto di stabilità. Alcuni dei nostri dieci punti, che la Cisl ha mosso durante la campagna elettorale, sono stati ripresi. Per questo chiediamo a livello nazionale e regionale di creare un nuovo Patto sociale, cercando di dare risposte ai lavoratori e ai pensionati. Risposte che devono arrivare in termini di recupero inflattivo ma anche in termini di servizi, come nella sanità, dove sono state messe a disposizione importanti risorse dal Pnrr. Dove sono necessarie nuove assunzioni, ciò anche per superare le liste d’attesa»

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