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Indiscrezioni/Il sindaco Latini-don Chisciotte è pronto a schiantarsi tra le pale dei mulini a vento anche al congresso provinciale di Terni (dopo quello comunale) 

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il 18 il pop Lallo avrebbe in mente di presentare un suo candidato (perdente) contro l’attuale (molto solida) maggioranza guidata da Veller. Per quale motivo? Nessuno lo sa. Tutte le ipotesi. Ragionevoli e non

di Marco Brunacci

PERUGIA – Segnatevi la data: Terni, 18 dicembre. No, Natale non è stato spostato, ma Lallo Latini sarebbe pronto a un nuovo imperdibile show.

Fonti di solito ben informate infatti riferiscono che il simpatico Lallo, ormai da considerare ricandidato in pectore del centrodestra a sindaco di Terni (ufficialmente per la storia, un po’ umoristica, della intangibilità del primo mandato, sostenuta dagli stessi partiti che stanno aspettando di far fuori altri nella medesima condizione), è pronto a rifare la parte dell’intemerato Don Chisciotte che si butta contro i mulini a vento.
Il 18 che succede? C’è il congresso provinciale di Terni della Lega, dove una maggioranza solida, la stessa che guida il partito a Terni, attende solo di riconfermarsi, senza alcun patema.
Lallo però si presenterà – dicono i ben informati – da solo, senza neanche Sancho Panza, e candiderà contro la maggioranza rappresentata da David Veller, sicura vincitrice, un suo fedelissimo (a dar retta a certe voci niente meno che l’assessore all’urbanistica Federico Cini da Attigliano).
Il risultato finale è scontato: Lallo Don Chisciotte si schianta contro le pale del mulino e perde netto, come ha già è successo al congresso comunale.
E allora – sempre ammesso che questo succeda – è in corso un check mondiale sui motivi di una presa di posizione di questo genere (qualora sia confermata).
Le principali ipotesi:

1.sindrome da autolesionismo semplice, ma in corso di aggravamento.

2.la dimostrazione che le leggi della termodinamica e la politica sono due cose opposte.

3.super Lallo corre per il premio Oscar di miglior oppositore non protagonista nella Lega.

4.Lallo ha invece, in realtà, una lucida strategia per costringere il segretario regionale Caparvi, che, a sentire in giro, convive col sindaco come si fa con un occhio di pernice sulla pianta del piede destro, a non ricandidarlo o almeno a cambiare le regole di ingaggio.
Barrate la spiegazione che vi convince di più e attendete il 18 fiduciosi.

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