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Il sistema economico finanziario, la Federal Reserve e, di nuovo, la nebbia…

L’analisi di Angelo Drusiani

di Angelo Drusiani

TERNI – Giovedì scorso, rientrando a Milano in Autosole, ho incontrato, poco prima di Lodi, la nebbia. Dopo averci convissuto per tanti anni, perché la Pianura Padana era generosa e dispensava nebbia anche nel centro delle città, ne avevo perso le tracce. L’ultimo ricordo era di una Piazza in un Paese della Provincia bolognese, dove si sentivano voci e passi di persone, ma non si vedeva dove fossero. Giovedì non era fitta la nebbia, ma lambiva l’autostrada, senza occuparne le corsie. Forse avrà pensato fosse meglio limitare la corsa, rinviando ad un periodo successivo una presenza più ingombrante.

La mente è corsa ad un altro tipo di nebbia, immaginario. Cui si fa riferimento, nei momenti in cui si valutano, o si pensa di farlo, i comportamenti delle persone o delle Istituzioni. In questo caso la nebbia non solo lambisce, ma coinvolge l’intero sistema economico finanziario. In particolare, con riferimento alla dinamica inflazionistica e alle armi utilizzate per ridurne l’efficacia negativa sulle economie di mezzo mondo. La polemica in materia di tassi d’interesse prese l’avvio già in fase di pandemia. Nel momento in cui, a parere degli analisti finanziari, le Banche Centrali dell’Occidente del Globo, in particolare, avrebbero sonnecchiato. E ora, per rincorrere il tempo ipoteticamente perduto, le stesse Banche stanno attuando una politica monetaria eccessivamente restrittiva. Al punto che, come in tanti analisti sottolineano, l’economia del globo potrebbe sfociare in una fase di recessione. Ed ecco che dalla nebbia, il Presidente della Banca Centrale degli Stati Uniti, la Federal Reserve, esce allo scoperto e sottolinea che, probabilmente, la citata strategia restrittiva potrebbe rallentare. E che i futuri incrementi del tasso di riferimento della citata Banca Centrale USA potrebbero assumere valori più contenuti. Ancorché, a suo parere, non possano essere abbandonati. Sarà una dura battaglia, perché i consumatori d’oltre Atlantico non si fanno certo spaventare dall’aumento dei prezzi al dettaglio. Non sono come noi europei, più timorosi e depositari di un’avversione al rischio elevata. Al punto che, mentre negli Stati Uniti i mercati finanziarti prediligono e vivono quasi esclusivamente di compravendita di titoli azionari, nel vecchio Continente l’attenzione è focalizzata prevalentemente sulle emissioni governative. In pratica sul debito pubblico. Già queste differenti caratteristiche sono l’espressione di due Occidenti, che, in ogni caso, convivono da tanti anni.
Ma forti tensioni generalizzate scuotono il Pianeta! Gradualmente, e neppure lentamente, le citate tensioni internazionali stanno sempre più caratterizzando questa fase della vicenda umana e del Pianeta che l’uomo stesso ospita. Al di là delle eterne guerre che caratterizzano una parte importante di Paesi africani e medio orientali, nuovi focolai di tensione sembrano manifestarsi tra Israele e i Palestinesi. Mentre la guerra in estremo oriente europeo non mostra segnali di rallentamento. La vera novità non sono i lanci di missili dalla Corea dl Nord, ma le tensioni all’interno della Cina, Scaturite, in questo caso, dall’insorgere di nuovi focolai di pandemia.
Non pochi osservatori ipotizzano che le tante armi utilizzate in Europa orientale abbiano in parte non trascurabile ridotto le riserve di armi non tanto e non solo dei Paesi belligeranti, ma anche di altri Paesi che sostengono una parte dei belligeranti stessi.
“Considerate la vostra semenza: / fatti non foste a viver come bruti / ma per seguir virtute e canoscenza.” È la conclusione del discorso che Ulisse rivolge ai suoi compagni di viaggio, per spronarli a continuare il loro viaggio oltre le Colonne d’Ercole, confine ultimo del mondo allora conosciuto. Siamo nel ventiseiesimo Canto dell’inferno dantesco. Potrebbe essere lo stimolo per una parte non trascurabile dell’umanità, affinché eviti la forza militare, e non solo, per aumentare il potere personale. Ma si dirigano gli sforzi e l’intelligenza a ricercare nuovi orizzonti, senza turbare l’altrui vita.
Come cantava Modugno, però: “Ma tutti i sogni nell’alba / svaniscon perché, / quando tramonta la luna / li porta con sé…”

la foto di copertina è di Immagine di wirestock su Freepik

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