di Marco Brunacci
Ultimissime notizie dal rimpasto della giunta regionale, come promesse ai lettori di Umbria7. Finalmente c’è una certezza: il centrodestra ha deciso di farsi del male. Ci sta riuscendo egregiamente, ma non si sa come e quanto.
Riassumiamo. La presidente Tesei non si sposta di un millimetro dalla sua posizione: si cambia solo Coletto e in tempi brevi o brevissimi. La Lega Umbria – il partito della presidente -, con la stessa determinazione, risponde che se il rimpasto va fatto, si devono cambiare due assessori: il leghista Coletto, per far entrare un esponente di Fratelli d’Italia, e il tecnico Fioroni per far spazio a un leghista, di modo che gli equilibri politici vengano salvaguardati.
Una scuola di pensiero insiste nel dire che la presidente Tesei proseguirà per la sua strada: sostituirà Coletto, anche se non si dovesse trovare per lui altro incarico a Roma, per far spazio a Pace (Fdi), alla quale verrà chiesto comunque – confermato da fonti Fdi – di dimettersi da consigliera regionale. Ma Pace e Zaffini avranno la stessa visione? E, se mai fosse, Tesei accetterà una esponente Fdi fuori dalla linea del partito?
Però, in questo gran caos, in questo desiderio di farsi dei danni reciproci, Fdi, che sta vivendo all’interno dello schieramento di centrodestra il suo “magic moment”, forse irripetibile e che nessuno sa quanto durerà, non intende farsi risucchiare nella palude.
E infatti ecco la notizia di oggi. Un’autorevole indiscrezione dice che, nella festa per i 10 anni di Fratelli d’Italia, a Roma, il partito della Meloni ha scelto la posizione da tenere di fronte a questo insopportabile rimpasto-chewing gum dell’Umbria: comunque vada a finire il rimpasto, qualunque sia la proposta della presidente, Fdi deciderà chi candidare alla guida della Regione Umbria soltanto nel 2024. Indipendentemente dal rimpasto, se gli verrà offerto un posto di assessore o non gli verrà offerto. La posizione di Fdi fa concludere che da oggi la ricandidatura di Tesei, ufficialmente, non è scontata. E il rimpasto – se la politica ha una logica – diventa inutile. Ma questo non vorrebbe dire niente: di cose inutili (e di solito anche dannose) è pieno il mondo.


