Terni, I Pagliacci contro l’Asm: «Bollette dei rifiuti per un servizio mai avuto»

Lo sconcerto del presidente Rossi e l’annuncio choc: «Non lasciamo Pediatria, ma da adesso si va per priorità: noi abbiamo dato tutto quello che potevamo, ora avanti un altro»

TERNI – Una foto con la maglia de I Pagliacci e una bolletta da 467,39 euro. Così il presidente della nota associazione di volontariato, in prima fila soprattutto per la gioia dei piccoli pazienti in ospedale, denuncia su Facebook un problema con Asm, che chiede il pagamento per un servizio di cui i volontari non hanno «mai usufruito».

«È da i primi mesi dell’anno che stiamo cercando di trovare una soluzione, nella bolletta si parla dei mastelli da 120 LT ma noi non li abbiamo – spiega Rossi -, abbiamo allora iniziato un percorso di chiarimenti in merito, pensavamo di aver risolto ma così non è stato, probabilmente non abbiamo capito noi, sicuramente avremo sbagliato qualcosa, fatto sta che è arrivato il sollecito con riscossione coattiva se non si paga. Tra l’altro durante questi mesi è arrivata un’altra bolletta dove noi siamo a credito di 68€, come già detto durante le telefonate o le mail qualcosa ci sarà sfuggito, ma d’altronde questo non è il nostro lavoro ma semplicemente un’attività di volontariato, pagheremo nonostante in questi anni non abbiamo mai usufruito del servizio, noi non produciamo quasi nulla di immondizia, durante la pandemia siamo stati chiusi, quello che produciamo ora è praticamente zero, l’azienda lo può testimoniare che da noi non sono mai passati, ma tutto questo non vale, lo scorso anno abbiamo pagato 361€». Esborsi di un certo rilievo per un’associazione che vive di volontariato e donazioni, in una situazione in cui è condivisibile lo sconcerto del presidente Rossi.
«Comunque sarà un problema solo per quest’anno, poi lasceremo la sede – conclude il presidente de I Pagliacci -, tra l’altro siamo una delle rare Associazioni che pagano un affitto ad un privato, poi vedremo cosa fare in futuro anche per tutte le attività che abbiamo in corso, di sicuro non lasceremo la pediatria ma inizieremo a dare delle priorità, chi avrà bisogno di aiuto si rivolgerà a qualcun’altro, noi abbiamo dato tutto quello che era nelle nostre possibilità, ora avanti un altro».

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