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Terni,  incubo chimica e sogno di una Valle Sostenibile

La vertenza Treofan rilancia la transizione del polo chimico ternano. Mancano, però, gli investimenti

R.T.

TERNI – Mentre ieri pomeriggio veniva effettuato l’ennesimo sopralluogo dell’Hgm nell’ex Treofan, l’unico elemento di novità a prendere forma sembra quello della Valle Sostenibile, il sogno annunciato poco più di un anno fa dall’assessore regionale allo sviluppo economico Michele Fioroni al cospetto dell’allora ministro alla transizione ecologica e della supermanager Catia Bastioli. Un progetto del quale si erano perse le tracce, ma che a 24 ore dalla grande audizione a palazzo Spada, di tutti gli attori della vertenza della chimica, è tornato di gran moda. A battere il tasto dell’attualità hanno iniziato, in aula, i Cinquestelle sostenendo che il polo industriale del quartiere Polymer può tornare ad essere attrattivo solo in un ambito di transizione ambientale e di profonda innovazione. 

Un tema ripreso dalla sponda opposta del consiglio comunale, il gruppo di Fratelli d’Italia che chiede esplicitamente a Fioroni di incamminarsi a passi spediti nella Valle Sostenibile perché solo questa può essere una risposta adeguata alla sfida di dare un futuro alla chimica ternana.

L’audizione del liquidatore della Treofan ha ribadito che al momento l’unico progetto di reindustrializzazione plausibile, quello dell’Hgm, non è incentrato sulla chimica.

Siamo lontani, dunque, dal circuito virtuoso incentrato sulla ricerca applicata, sulle nuove tecnologie, sulla chimica verde.

«Occorre – dichiara Fabrizio Framarini, responsabile dei chimici della Cisl – che l’assessore vada oltre alla pur pregevole dichiarazione di intenti. Occorrono sostanza e risorse, quelle del Pnrr declinato in un’ottica di dare al Paese un tessuto produttivo che non sia solo oggetto di dismissioni. L’area della Polymer può ospitare piccole e medie aziende che si occupano della nuova chimica, che danno gambe alla ricerca applicata, che magari assicurano ognuna una manciata di occupati ma che complessivamente fanno quel nuovo distretto che da tempo desideriamo.

Il punto di riferimento dovrebbe essere chiaramente Novamont, che a sua volta ha bisogno di irrobustirsi e di radicarsi ancora di più nel territorio ternano». Il sindacalista della Cisl cita esplicitamente il “Modello Croce”, ovvero Giuseppe Croce, il professore (ternano) di economia della Sapienza di Roma.

 Croce, più volte ha rilanciato il tema dell’attrattività degli investimenti legata alle dotazioni infrastrutturali, all’ammodernamento delle aree industriali, al reperimento del personale qualificato – grazie alla nuova formazione di qualità – di cluster di imprese locali aperti e capaci di fare sistema. 

Tutto questo, futuro. Il presente è da incubo. Un brutto sogno che parte da lontano: nei racconti della vicenda Treofan emergono anni di manutenzioni con nastro adesivo e fildiferro. La morte delle aziende non è istantanea così come le operazioni di rilancio non sono roba da sbrigare in pochi mesi.

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