di Marco Brunacci
«Cosa intendiamo fare sulle liste d’attesa? A giorni partirà una task force con il compito di monitorare tutte le situazioni e intendiamo diffondere un bollettino periodico, se possibile anche settimanale, perchè i cittadini possano avere un quadro preciso delle aree dove ci sono difficoltà e delle aree dove ci sono miglioramenti». Torna a parlare il direttore della Sanità della Regione Umbria, dopo mesi di silenzi. A Tef channel spiega che la decisione è subito operativa: «Anche se le lunghe liste d’attesa sono un problema nazionale, che hanno tutte le regioni, noi intendiamo dare risposte ai cittadini con tutti i mezzi di cui disponiamo».
In che tempi pensa che ci possano essere miglioramenti?
«Noi siamo per la rapidità. La task force darà anche giudizi di appropriatezza della prescrizione medica, ovviamente. Con l’insieme dei nostri interventi pensiamo che i cittadini potranno apprezzare miglioramenti entro 3-6 mesi».
Una cosa che crea tanti problemi ai cittadini pazienti è il dover spostarsi in giro per l’Umbria, nei diversi ospedali, per poter avere una prestazione.
Possibile che non si possa fare diversamente? «Si farà diversamente per i pazienti fragili e per gli ultrasessantacinquenni e questo in tempi brevi. È un problema che ci sta molto cuore».
E la questione dei Pronto soccorso?
«A Perugia la razionalizzazione dell’intervento ha permesso di diminuire i tempi di attesa. È fondamentale lavorare ancora sull’accesso ai Pronto soccorso. Stabilire il livello di urgenza è decisivo».
D’Angelo rassicura sul disavanzo di bilancio della sanità: è una questione che riguarda tutte le regioni e prevede comunque un intervento del Governo nazionale. Nessun problema per gli standard sanitari, anche se bisogna razionalizzare la spesa. E annuncia: «Sulla farmaceutica siamo riusciti finalmente a stabilizzare i livelli di spesa. Il trend è già invertito».
Sulla riorganizzazione dei due ospedali principali, Perugia e Terni, annuncia che ci sarà una «campagna acquisti” per far fronte alle esigenze e rendere più attrattiva la Sanità umbra, aumentando la produttività e le performance, per abbattere un costo elevato che in questo momento è la mobilità passiva (pazienti umbri che si fanno curare fuori regione).
Insieme a questo, la annunciata svolta sui ricoveri: gli ospedali di Perugia e Terni non devono essere cronicari, con malati che restano nei reparti per l’assistenza dopo il periodo standard, un malfunzionamento che comporta costi molto elevati. Per loro o un nuovo setting di assistenza in altre strutture sanitarie o il ritorno a casa. Su questo fronte ci saranno controlli stringenti.
Cosa si farà per chiudere i reparti doppioni? Top secret. D’Angelo tace.
Dalle prime indiscrezioni Gastroenterologia verrà asciugata da quattro a due apicali, Neurochirurgia avrà un apicale a Terni che guiderà entrambi i reparti di Terni e di Perugia.


