A. P.
TERNI – Mentre il sindaco di Terni “ordina” la sospensione delle attività educative di ogni ordine e grado in conseguenza della nevicata di lunedì e delle basse temperature, i primi cittadini di San Gemini e Narni assicurano il normale svolgimento delle lezioni. Scuole aperte, insomma. Con, o senza neve. «I primi fiocchi sono caduti la mattina di lunedì quando gli studenti stavano entrando a scuola. In pochi minuti il borgo era completamente imbiancato. Per cui – spiega il sindaco di San Gemini, Luciano Clementella – abbiamo attivato tutte le procedure di controllo e ripristino della circolazione garantendo il servizio di trasporto pubblico già dall’orario di uscita dei ragazzi di scuola. In molti casi è stato necessario liberare le strade dalla neve spalando e in altri sono entrati in azione i mezzi spargisale, comunque la viabilità al momento non evidenzia particolari problemi».
Semplici raccomandazioni, interventi tempestivi e scuole aperte, a San Gemini.
L’altro sindaco a decidere di non sospendere l’attività didattica, è Lorenzo Lucarelli: «Martedì si va a scuola come sempre, a Narni». Nonostante i disagi nella circolazione causati dalla forte nevicata di lunedì «le strade sono state ripristinate, la situazione è migliorata ed è in costante monitoraggio».
Invece è l’ordinanza del sindaco Latini – prudenziale, considerato il gelo – ad essere criticata da più parti. Dal consigliere pentastellato Federico Pasculli, secondo il quale «l’amministrazione comunale poteva fare meglio»: «Bastava intervenire su strade e marciapiedi il giorno in cui serviva e non il giorno dopo lasciando a casa i nostri figli».
«Nell’ordinanza – scrive la Flc Cgil di Terni – si legge espressamente che la motivazione riguarda le possibili gelate e le relative limitazioni della circolazione». Per la camera del lavoro quelle stesse criticità segnalate dal sindaco Latini non toccano solo studenti e insegnanti, ma tutto il personale scolastico (Ata), per dirne una. Il Comune di Terni non ha infatti chiuso le scuole, ma ha disposto la sospensione delle attività didattiche ed educative, per cui collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, tecnici, dirigenti scolastici e direttori dei servizi generali saranno costretti a raggiungere i rispettivi istituti. «Ogni volta che c’è neve – conclude la Cgil – dobbiamo assistere ad un’insopportabile disparità di trattamento tra i diversi profili professionali che operano nella scuola».
«E comunque ormai non nevica più» – polemizza Pasculli.




