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Note a margine/L’anno accademico Unipg inizia con una seduta di crioterapia, l’annuncio della rivoluzione-sanità e la “pax olivieriana”

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Temperatura polare in sala, per fortuna il rettore scalda gli animi con elenchi di obiettivi raggiunti e ringraziamenti (tre a Tesei e Regione). Una impeccabile ministra Bernini che loda Fisica, Cucinelli avanti. Poi Zaffini, Modena, Proietti, Meloni, Bori. E tanto Treggiari

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di Marco Brunacci

PERUGIA – Va bene il caro bollette, d’accordo la necessità di risparmiare, sacrosanto pure rinunciare al gas russo, piena intesa sul green e le energie rinnovabili, abbasso il carbone, ma chi è stato a decidere che per seguire l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Perugia ti dovevi fare una seduta di crioterapia? Magari fa pure bene alla salute, ma prima avvertite.

Il calore dell’intervento del rettore Maurizio Oliviero, che può festeggiare le iscrizioni in crescita, un bilancio solido, successi nella eccellenze come le onde gravitazionali ha evitato che gli orsi polari conquistassero le prime file, che invece sono rimaste occupate da una raggiante governatrice Donatella Tesei, finalmente in un posto dove le fanno solo complimenti. E non è scontato perché questo avviene dopo decenni di storici attriti tra Università e Regione. Poi da due meno raggianti esponenti di Fratelli d’Italia, Franco Zaffini, come potente presidente della commissione sanità del Senato, e Marco Squarta come presidente di Assemblea legislativa regionale. Di Oliviero per ora non sono fan, ma non è escluso che lo diventeranno. Forse.
Lì davanti, il più a suo agio, era il sindaco Romizi, che nel congelatore poteva interessarsi solo (o quasi) alla discesa della neve e ai segnali di blocco della città. Ma lui almeno si è difeso. Figuraccia invece della sindaca Proietti che da Assisi non riusciva ad arrivare causa neve e si è dovuta far rappresentare all’inizio dalla Borghesi, consigliera Pd però esemplare con la fascia blu.
A un passo da Proietti, il consigliere di minoranza Fora, ormai legato da patto di ferro con la presidente della Provincia di Perugia.
Nota a margine: per un attimo si è pensato che arrivasse col gatto delle nevi, da Spoleto, il sindaco Sisti. Ma ha preso atto che non ce ne erano nel magazzino comunale.
Il resto dell’opposizione? Il Pd è in cerca d’autore anche nella ghiacciaia dell’Aula magna dell’Università. Da applausi il look di Simona Meloni, vestita Cucinelli e si sa quanto aiuta il calore del cachemire in queste condizioni climatiche, Bettarelli da Città di Castello, vicepresidente dell’Assemblea legislativa, solo soletto dietro di lei, ma è al segretario Bori che bisognerà prima o poi dare una collocazione. Lo Studium è casa sua, ma lo senti isolato. Segue appello per rivederlo quanto prima felice e duro oppositore.
Nelle prime file degli assessori regionali c’è solo lo stakanovista Enrico Melasecche, inesauribile, potrebbe contemporaneamente fare anche il sindaco di Terni e chi sa quali tante altre cose. Mancavano invece Paola Agabiti Urbani (domani presentarsi con giustificazione firmata), l’unica che avrebbe ribattuto colpo su colpo alle mease della Bernini e magari anche oscurato la Meloni, ma soprattutto Luca Coletto, sanità, proprio mentre doveva sentire Oliviero pronto ad annunciare la rivoluzione organizzativa delle Aziende ospedale da qui a fine mese. Capito bene?
Autorità civili e militari e finalmente si arriva agli industriali. Impossibile non notare che Brunello Cucinelli, con elegantissima signora Federica al fianco, era un passo avanti a Briziarelli (presidente di Confindustria) e al presidente della Camera di commercio, Mencaroni. Una stravaganza del cerimoniale, non fosse che Cucinelli verrà anche presentato in pompa magna alla ministra Bernini.
Ecco qua finalmente, allora, la special guest della giornata perugina, ministra per l’Università, Anna Maria Bernini: permanente come una nuvola di capelli sospesi nel cielo, tailleur da rivista, ma non senza però, sotto, una provvidenziale trapuntina imbottita della stessa tonalità della giacca. Non basta per farla tacere sul gelo artico della sala (aprirà una apposita indagine sui fuochisti addetti al riscaldamento la direttrice amministrativa Vivolo?), ma poi riconosce allo Studium perugino eccellenze come il Dipartimento di fisica (forse un modo raffinato per dire che arriveranno nuovi finanziamenti) e si aggiunge ai festeggiamenti del rettore. E a Oliviero dà buono anche il fatto che ha saputo muoversi sul Pnrr con abilità e determinazione. E magari evita le trappole burocratiche, sulle quali per altro mette in guardia tutti gli amministratori presenti.
Fine intervento, di nuovo in sala: vicino a lei si materializza una Fiammetta Modena senza tempo, a dire il vero in pelliccia un po’ retro, ma pronta a godersi il nuovo incarico alla corte di Bernini: consigliera per i rapporti istituzionali e quelli col Parlamento. A proposito: la Modena si sarà salutata con la Catia Polidori, a sorpresa eletta in Parlamento in Umbria e seduta poco distante?
Chi c’era alla destra e alla sinistra del Pontifex maximo Oliviero? Il capo del DIpartimento di Medicina, Vincenzo Talesa, radioso che sembrava perfino non sentire freddo, e il nuovo responsabile dell’Economia, Marcello Signorelli, il primo economista liberale, non di scuola da economia di piano, che riesce a salire sul primo gradino del Dipartimento perugino. Un segno dei tempi?
Il premio “Rosso antico” va di diritto al rappresentante degli studenti, Cravero, che, se uno avesse avuto voglia di ascoltarlo, se l’è presa anche con la meritocrazia, come in un’assemblea (nostalgia) del Sessantotto, e non va più di moda. Aprendo, in linea con quel che si faceva decenni fa, la questione degli alloggi universitari, proprio però nel periodo in cui alla Adisu era responsabile la Maria Trani. Una sorta di autogol politico.
Il professore Treggiari invece, titolare della lectio magistralis, è di un altro livello: nobiltà rossa, grande conoscenza, la storia e il diritto come conquista del popolo, sul solco di Gramsci che indagava la nascita della lingua italiana e distingueva tra l’aulico Petrarca e il popolare Dante (sarà stato invece di destra?).
Riesce a prendersi però anche qualche rimbrotto dalla special guest Bernini, che ricorda di essere di Forza Italia, ma comunque sorprende perché ascolta tutti e non gliene perdona una.
Cosa abbiamo dimenticato? Che Oliviero è stato prodigo di ringraziamenti, a partire dal prorettore Elisei, un classico dei vincitori. Ma alla Regione ne concede tre speciali: sull’intesa sui trasporti agli studenti, sulla no tax area a 30mila euro, sui lavori a Pentima di Terni. E se qualcuno dice ancora che il rettore vuol candidarsi contro la Tesei alle prossime regionali venga infilzato da una lectio magistralis del professor Treggiari.

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