TERNI – C’è da affrontare un percorso ad ostacoli, la domenica mattina, per assistere alla messa in duomo. Le auto in divieto di sosta impediscono il passaggio di mamme con i carrozzini e fanno male alla vista: «E’ bruttissimo vedere il cuore di Terni ridotto così». I residenti lasciano le loro auto ad un metro di distanza da portoni e finestre: «Rigorosamente». Infatti a volte, dopo essere scesi dall’abitacolo e aver misurato lo spazio dal muro, salgono di nuovo in macchina per correggere il tiro. Lo sanno che devono rispettare quella distanza e lo fanno «non per evitare la multa – dicono – ma per consentire il passaggio a piedi in un’area che non a caso è pedonale».
Ma non basta. Sempre, anche di domenica, il quartiere Duomo è “afflitto” da quel degrado generato dalle auto in sosta selvaggia. Se Orneore Metelli, il pittore calzolaio che fu grande cronista della sua epoca documentando con i suoi quadri le trasformazioni sociali e architettoniche in atto a Terni nei primi anni del Novecento, racconta di quando si andava a messa in carrozza, Umbria7 mostra come ci si arriva oggi in duomo: in macchina.
Sul cruscotto di una decina di auto ci sono le multe – segno che lì c’è chi sanziona – su tutte le altre no. E sono circa trenta le auto in divieto documentate da Umbria 7 nel quartiere Duomo l’8 gennaio 2023. Una addirittura rimasta per tutta la durata della messa al centro della piazza. E poi, via via, le incontra in via XXI Febbraio appiccicate ai palazzi, in via Aminale, in piazza della Repubblica dove è in corso la mostra “100 volte Daje mò”, in corso Vecchio, corso Tacito, via Petrucci in barba al cartello “Rimozione”. Almeno trecento auto all’interno della Ztl, dove non avrebbero neanche dovuto entrare.










