TERNI – In settimana Stefano Bandecchi era andato forte sui media nazionali e locali, sostenendo che, con lui sindaco, Terni avrebbe avuto una impennata ormonale senza precedenti: trecentomila abitanti a fronte degli attuali centomila! Ma poi sabato pomeriggio allo stadio la sbandata in curva. Con la Nord che a gradinate piene lo contesta con un mega striscione: «Sempre fuori luogo e con la sola voglia di fare il padrone, con i soldi non compri di certo la nostra passione. Bandecchi vattene!»
È iniziata così Ternana-Parma, con uno stadio gelido nei confronti del patron rossoverde. D’altronde tra i supporters più accesi e il patron rossoverde da tempo volge al cattivo tempo. Come dimenticare la sfuriata di dicembre scorso, a Frosinone, dove l’arrivo dalla curva con i tifosi rossoverdi di una bottiglia di birra stappo il peggio del vocabolario di Bandecchi. Un turpiloquio che in quell’occasione più che i tifosi arrabbiati turbò qualcuno che magari era pronto anche a scendere in campo in politica insieme a Bandecchi ma che ci ripensò alla luce di una reazione davvero sopra le righe. Ora è la curva che torna alla carica rimproverando a Bandecchi di non stare nel “suo” perimetro ma di fare in continuazione invasione di campo. Chissà quali saranno le reazioni del presidente. Se la serata porterà eruzioni vulcaniche o una più tranquilla riflessione allo scoppiettio del caminetto. Da rivedere magari anche i primi annunci del suo programma elettorale: va bene essere ottimisti ma trecentomila abitanti in cinque anni richiedono uno sforzo di tre figli a testa per ogni attuale ternano. Non solo: Bandecchi ha sostenuto che se sarà eletto sindaco e se subentrerà un conflitto di interessi con il progetto clinica e stadio si dimetterà passando la palla al suo vice. No, presidente, non funziona come nel calcio con un allenatore dietro l’altro: se il sindaco si dimette è insostituibile, si ritorna al voto!


