di Marco Brunacci
PERUGIA – Bene Bonaccini (52,68 %) con 1.594 voti, Schlein in media nazionale, senza acuti, con poche possibilità di recuperare con i gazebo, ma in posizione onorevole: 29.54%, 894 voti. Cuperlo c’è e lotta con noi, soprattutto base operaia ternana. Qualcosa come Ingrao ai bei tempi: 480 voti con il 15,86%. De Micheli solo in tracce: 58 voti, 1,52%.
Non sfuggirà a nessuno che stiamo parlando complessivamente di poco più di 3 mila voti espressi. In un partito che solo qualche anno fa, nella regione, aveva 22 mila iscritti. Altro dato sensibile: Bonaccini ha da solo più degli altri tre candidati insieme, secondo trend nazionale. Con il voto dei gazebo probabilmente qualcosa cambierà. Non molto, dicono tutti gli osservatori. Come dire: la storia di fatto sarebbe terminata e dovrebbe cominciare l’era Bonaccini. Il Pd conta molto, per il rilancio, su lui e sul modello romagnolo di cui è esponente di spicco: pragmatismo estremo e movimenti solo su solide basi.
Senza voler anticipare però le conclusioni, analizzando a volo d’uccello fatti e curiosità: Terni che vota Cuperlo è storia nuova ma anche un richiamo all’antico. Bonaccini che vince di misura su Schlein nel Ternano (388 a 309) dice che le sirene di una sinistra dura e pura da quelle parti si sentono meglio. O magari Bonaccini è stato percepito come sostenuto dall’ancien régime. Vai a capire. Però il risultato è rilevante anche a livello nazionale, perchè leggermente in controtendenza.
Su Perugia provincia non c’è stata partita: 1206 a 585. Con Cuperlo che ha preso appena una manciata di voti in più rispetto a Terni. In tutta la provincia di Terni solo 4 persone fisiche hanno votato De Micheli (fuori i nomi, ahahah).
Le curiosità: se qualcuno ancora si chiede se esiste il partito Ztl e se vota per davvero per la Schlein, la risposta è sì: a Perugia i 4 circoli che hanno scelto la candidata alternativa a Bonaccini sono Monteluce (dove ha vinto 30 voti a 5 portata da super Bistocchi), Madonna Alta, il Centro storico e Perugia nord. Bonaccini invece passeggia nelle periferie e nelle frazioni senza se e senza ma (record a Ponte San Giovanni – piccola patria di Sauro Cristofani – e San Marco). Schlein ha vinto Todi (l’ex presidente Marini avrà votato o fatto votare?). Cuperlo è presente dove ci sono le fabbriche (anche a Foligno). Come previsto De Micheli in Umbria esiste solo tra le donne di Gubbio (25 voti, quasi la metà dei voti complessivi). Nelle zone del Trasimeno dove orbitava la capogruppo in Regione, Simona Meloni, Bonaccini ha girato vicino al 90%. Per questo fa impressione quel risultato di Magione, dove il sindaco Chiodini ha giocato a nascondino ma è stato “tanato” dai voti dei suoi concittadini piddini: è finita 71 a 31 per la Schlein, unica eccezione rilevante del potente bacino del Trasimeno, e con affluenza alta.







