Il vescovo di Terni Soddu invoca San Valentino «per i precari del lavoro»

La celebrazione in duomo, la processione, la vertenza Tct, il messaggio di Arvedi: «Considerate Ast la vostra casa»

TERNI- Ha invocato San Valentino per «coloro che in questo tempo complesso sono alle prese con la precarietà del lavoro» il vescovo di Terni  Francesco Antonio Soddu nel solenne Pontificale di San Valentino celebrato nella cattedrale di Terni. Fuori, c’era una delegazione di lavoratori Tct, in sciopero da giovedì. «Abbiamo voluto dare visibilità – ha spiegato Alessandro Rampiconi, segretario generale della Fiom Cgil di Terni – alla vertenza». Poco prima dell’omelia  il vescovo Soddu si era fermato a parlare con i lavoratori, quasi a rassicurarli: «È venuto il cavalier Arvedi e  ci ha detto di considerare Ast la casa comune».

Il messaggio di Giovanni Arvedi, affidato al direttore delle risorse umane di Ast  Giovanni Scordo, è stato confermato nel corso delle celebrazioni per il Santo Patrono. Durante il pontificale c’è stata l’offerta dei ceri da parte delle parrocchie della città e il sindaco Leonardo Latini ha acceso la lampada votiva e pronunciato l’atto di affidamento della città al Santo Patrono, segno di devozione e della disponibilità degli amministratori pubblici ad essere attenti ai bisogni della comunità e a promuovere con onestà e saggezza ciò che giova al bene comune.  «La festa del Patrono – ha ricordato monsignor Soddu –  è per la comunità cittadina un’occasione per riflettere sull’identità della città alla luce della testimonianza di San Valentino che ha plasmato cristianamente la città di Terni durante il suo lungo ministero episcopale, come maestro, padre dei poveri e dei giovani innamorati, di custode dell’amore». Terminato il pontificale, la processione cittadina ha accompagnato l’urna del santo per il rientro in basilica, lungo le vie della città, passando davanti al palazzo Comunale, la chiesa del Sacro Cuore a città Giardino e quella di Santa Maria del Carmelo, fino al colle dove si trova la chiesa che custodisce le reliquie e la memoria del Santo.  La processione è stata accompagnata dai gonfaloni di Comune, Regione e Provincia e da quelli delle confraternite, insieme ai rappresentanti di movimenti e associazioni diocesane, dal Sindaco Latini e dalla presidente della Provincia Pernazza e dalle altre istituzioni civili e militari istituzioni presenti alla celebrazione del pontificale, dai figuranti in ambiti storici e dai tamburini insieme alla banda musicale di Cesi. Sul sagrato c’è stato il saluto del presidente dell’Azione Cattolica  Luca Diotallevi che ha evidenziato l’insegnamento della Chiesa nell’attenzione alla vita e al prossimo: «conduci il nostro cammino sulle vie della carità individuale ed anche su quelle della carità istituzionale, nell’amore di padre che libera, amore di amico che condivide tutto, amore che sorprende, sovverte e rinnova. Concedici segni di pace; orienta l’intelligenza a riconoscere la pace vera; alimenta il coraggio di lottare sempre e la forza di non odiare mai».

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