La sfida/ Cristofani (Pd): «Il patto del guanciale? Parliamo con tutti, a partire da M5s, per battere il centrodestra e far tornare Perugia protagonista»

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | «Prepariamo una coalizione larga e un programma, ascoltando la gente, per le prossime elezioni». Missione quasi impossibile come Terni? «No, qui si parte da un 60% che non ha votato i partiti di centrodestra e Romizi non c’è più»

di Marco Brunacci

Sauro Cristofani, segretario di Perugia del Pd, ala moderata, professionista stimato, militante di lungo corso provenienza Margherita, ex assessore, accetta anche qualche ironia su quello che Umbria7 ha definito il «Patto del guanciale», prendendo spunto dalla trattoria location dell’incontro Ps-M5s, perché difende fino in fondo un’idea.

Spiega: «Lei può criticare quel pranzo tra esponenti del mio partito e quelli del Movimento 5 stelle, ma deve capire che è un primo, indispensabile passaggio per raggiungere un obiettivo che io sono convinto essere sacrosanto».
Quale?
«Sono stato amministratore e ho fatto politica nel capoluogo della regione, ma adesso Perugia è spenta, per tanti versi marginale. Ecco l’obiettivo: Perugia deve tornare protagonista. Quindi io parlo con tutti, partiti e movimenti, civici e strutturati, per fare una coalizione, tra un anno, al tempo delle elezioni, capace di riprendersi la città e rilanciarla come merita».
Il sindaco Romizi non sarà per niente d’accordo sull’analisi, ma, al fine là di questo, probabilmente il “campo largo” che lei prospetta non riuscirà a coinvolgere tutti i protagonisti che si immagina. Leonelli e Azione sono molto critici su queste forme di alleanze molto ampie. Ma anche i civici…
«Ho detto che il Pd, con me convinto promotore dell’iniziativa, doveva iniziare a parlare da subito con chi vuole un’alternativa all’attuale maggioranza di centrodestra per cercare convergenze. Non sui massimi sistemi ma su quello che si può fare qui ed ora. Non decidiamo la posizione sull’Ucraina ma vogliamo un centro storico di Perugia che torni ad essere vitale. In questo percorso si possono trovare intese, passando per il colloquio con la gente».
Missione contro il centrodestra quasi impossibile come sembra quella alle comunali di Terni?
«No. Mi segua: Perugia alle ultime Politiche ha votato al 40% poco più per il centrodestra. Alle ultime comunali la differenza l’ha fatta la lista Romizi, il quale non si ripresenta. Noi dobbiamo coalizzare quella maggioranza della città che non vota centrodestra. E che vuole un governo diverso. Missione non solo possibile ma altamente probabile».
Non pensa però che allargare troppo l’alleanza finisca per portare consensi da un lato e alienarli da un altro lato?
«Noi non dobbiamo fare una somma algebrica ma un programma credibile per la città, che vada incontro alle esigenze dei cittadini. E dobbiamo partire subito con l’ascolto delle reali esigenze. Stanno aumentando i bisogni e le povertà. Noi vogliamo essere all’altezza della sfida».

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