TERNI – «No fanghi». «Basta puzze». «Non siamo la cloaca dell’Umbria». La protesta di sabato mattina (25 marzo) organizzata dal Polo Alternativo con Claudio Fiorelli candidato a sindaco di Terni, è partita da via Vanzetti. Un corteo guidato proprio da Fiorelli. Che ha raggiunto l’area destinata – come da delibera regionale 71 del 2 febbraio 2022 – all’impianto di essiccamento dei fanghi reflui provenienti da tutta la regione. «A Perugia la riqualificazione della cittadella giudiziaria, a Terni invece la cloaca maxima dell’Umbria grazie all’ennesimo regalo della giunta Tesei con il silenzio assenso del sindaco Latini e dell’amministrazione comunale che non hanno fatto nulla per contrastare questo scempio» – tuona Fiorelli.
In marcia le forze politiche che appoggiano la candidatura di Fiorelli, Movimento 5 Stelle e lista Bella Ciao. «L’impianto è stato inserito tra i progetti per cui è stato richiesto il finanziamento tramite Pnrr. Mentre Donatella Tesei e la destra candidano e sostengono Assisi, Orvieto e Spoleto ben 3 comuni umbri a diventare capitale italiana della Cultura 2025, Mentre Perugia incassa centinaia e centinaia di milioni di euro per valorizzazione urbanistica, nuovo sistema integrato di trasporti e la riqualificazione della cittadella giudiziaria, a Terni con i fondi del Pnrr crea la pattumiera dell’Umbria» – rincara la dose il candidato sindaco.
I quasi 3mila metri quadri da destinare al trattamento dei fanghi reflui, andrebbero a occupare una zona compresa nell’area del depuratore di acque reflue urbane di Terni, già critica per la presenza di altre attività che trattano rifiuti. A meno di un chilometro dal centro. A pochissimi metri dalla più grande azienda alimentare della città. «Altro che impatto zero – aggiunge Fiorelli – pensate al passaggio di tir e camion che verranno qui per portare 20mila tonnellate di fanghi da tutta la regione. Parliamo di un’area già esposta, a pochissima distanza da un inceneritore che lavora a pieno regime e che potrebbe anche bruciare questi fanghi a fine trattamento, ma anche a poca distanza dal polo chimico e dal polo industriale, vicino ad abitazioni e scuole. La Regione, nel totale silenzio di sindaco e giunta comunale, ha stabilito che «il progetto non comporta impatti ambientali significativi e negativi e pertanto può essere escluso dal procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale. E pensare che l’assessore all’ambiente del Comune di Terni Benedetta Salvati il 22 febbraio 2022, dopo il terzo incendio nel giro di due anni negli impianti di trattamento dei rifiuti, aveva dichiarato: «Scontiamo autorizzazioni concesse in passato per la costruzione di impianti di trattamento rifiuti a ridosso del centro cittadino e purtroppo queste cose possono accadere». L’impianto è al momento bloccato da un ricorso al Tar presentato da un’associazione ambientalista. Ma tocca alla politica intervenire.
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