TERNI – «Il verde pubblico è in attivo». Lo dichiara l’assessore Benedetta Salvati a seguito della delibera di giunta di mercoledì 22 marzo con la quale è stato approvato il “bilancio arboreo del Comune di Terni 2018-2023”, elaborato dalla Direzione ambiente e lavori pubblici. Entrando nel dettaglio del documento emerge che durante il mandato amministrativo – da giugno 2018 a febbraio 2023 – sono stati messi a dimora 1. 733 alberi e ne sono stati abbattuti 894. Ad oggi il patrimonio complessivo conta circa 23mila esemplari arborei. Tra questi spiccano 37 alberi monumentali. Da record il platano di Piazza della Resistenza a Piediluco (32,5 metri di altezza e 478 centimetri di circonferenza di fusto) e il platano dei giardini pubblici La Passeggiata recentemente dedicato a Tolkien (32,5 metri d’altezza e 435 centimetri di circonferenza di fusto). Il documento analizza anche i principali interventi sul verde pubblico realizzati e in corso di realizzazione a cominciare da quello su Lungonera Savoia, su via dell’Argine, su viale Campofregoso, su Cardeto, su Piazza dell’Olmo, su piazzale Caduti di Montelungo e piazzale Bosco. «Altri interventi – ricorda l’assessore Salvati – sono stati realizzati nel parco Ciaurro, alla Passeggiata, al parco delle Grazie, in viale Borsi, in piazza della Pace, in via Magenta, a largo Mezzetti, a Fontana di Polo, in via del Tordo e in via del Capriolo e altri». Benedetta Salvati pone l’accento inoltre sull’importanza rappresentata in questo settore dai patti di collaborazione, e dal progetto Terni Verde.«Le operazioni di miglioramento ambientale – si legge nel documento che accompagna il Bilancio arboreo – sono state condotte nell’ambito del progetto Foresta Urbana con l’uso di sistemi vegetali con approccio tecnico scientifico grazie al contributo di soggetti istituzionali come Cnr, Arpa, Asl con l’apporto delle associazioni ambientaliste. La progettazione ha messo a punto un modulo tipo di forestazione urbana da ripetere più volte negli ambiti di intervento e negli spazi disponibili. Le specie sono state scelte considerando benefit ambientali (rimozione inquinanti, bassa emissione di Cov, allergenicità, capacità di stoccaggio della Co2 e di riduzione della temperatura ambiente), esigenze climatiche e stazionali delle stesse individuando le seguenti specie: lagestroemia indica; acero campestre; acero di monte; leccio; tiglio; carpino; bagolaro; sorbo e ciliegio».


