TERNI – «Abbiamo assistito alla morte della politica». Il commento è di Federico Pasculli (M5S). «Il centrodestra che diserta il consiglio non votando il Dup e cancellando la convocazione del bilancio – sottolinea Pasculli – è uno schiaffo ai cittadini in difficoltà!». «Sarà che sono vecchio stampo. Sarà che per me la politica è una cosa seria. Sarà, ma una maggioranza che si da alla fuga al momento di approvare l’atto politico più importante dell’azione amministrativa, è roba mai vista».
Al commento segue il comunicato di tutto il gruppo consiliare dei Cinque Stelle: «Si ripete il copione già visto nella stagione del professor Ciaurro. Pochi giorni fa il centrodestra lancia l’ennesimo appello all’unità. Poco dopo si smentisce nei fatti. Con quale faccia possono dire di presentarsi con una proposta unitaria alle prossime elezioni di Terni? Così cade il regno della destra del finto cambiamento a Terni e si consuma il fine mandato del sindaco Latini, sublimato dalla guerra intestina tra partiti che si sono sostenuti solo per interessi personali».
«Oggi il consiglio comunale era convocato per la discussione di fine mandato sul Documento unico di programmazione che rappresenta l’atto politico più importante dell’azione amministrativa. Convocazione che anticipa quella di martedì dedicata al bilancio di previsione 2022-25 che avrà probabilmente lo stesso esito: mancanza del numero legale e seduta sciolta. Anziché presentarsi alla discussione, la maggioranza si è data alla fuga. L’ennesimo schiaffo a una città in ginocchio. Più che a una classe dirigente siamo in mano a una banda di irresponsabili e arrivisti della politica che non sono assolutamente in grado di guidare la città».
E ancora, dai banchi d’opposizione, Alessandro Gentiletti (Senso civico): «La sfiducia di oggi da parte della maggioranza consiliare ha un chiaro significato politico e a mio giudizio un destinatario inequivocabile: l’assessore al bilancio Masselli. È una sfiducia verso le scelte finanziarie di questi anni. I cittadini, le famiglie e le imprese devono essere tutelati. Non possono essere compromessi. Il potere democratico è nelle mani del sindaco, gli è stato attribuito dai cittadini e prima di restituirglielo, assicuri una transizione sicura, lo faccia per i contribuenti e i creditori dell’ente. Nell’interesse del bene superiore che tutti siamo chiamati a servire e che è la democrazia e i suoi processi. Per questo gli rivolgo un appello: assuma quanto prima le deleghe al bilancio e ne chieda la discussione e il voto in aula. Sarà poi il voto popolare, che è sovrano, a decidere il resto e a farlo a tempo debito».





