TERNI – In casa Pd parlano di “progetto”. In soldoni i Dem, per le comunali del 14 maggio, candideranno José Maria Kenny a sindaco. Il professore di ingegneria dell’università di Perugia sarà in corsa per la poltrona di sindaco di Terni.
Ieri il professore di origini argentine ha condotto in prima persona un giro di consultazioni ponendosi come il candidato designato. Ha parlato con tutti di «un nuovo progetto per la sinistra». Su di lui si è ritrovato il direttorio che dopo il trionfo della Schlein guida ancora più saldamente il Pd ternano: Spinelli, Raffaelli, Sereni e Di Girolamo. L’ala dei perdenti – Paparelli, Filipponi, Pieri e Padiglioni – invece alla finestra. Difficile dire se il professore sarà appoggiato solo dalla lista del Pd o anche da una seconda lista, quella civica. Kenny starebbe bene al gruppo civico che ha come riferimento Marco Sciarrini. Molto meno a Senso Civico di Alessandro Gentiletti. Nelle prossime ore si capirà se le gambe del progetto saranno uno o due. Di sicuro sulla scheda elettorale ci sarà il simbolo del Pd. E questo non era scontato. Nei giorni scorsi sia il Terzo Polo che il M5S – in trattative separate- hanno chiesto ai Dem di rinunciare al simbolo. Via Mazzini ha tentennato ma, anche alla luce dello slancio delle primarie, ha poi deciso di respingere l’anonimato. A proposito dei Cinque Stelle sabato ufficializzazione di Claudio Fiorelli come candidato sindaco. Le liste in questo caso saranno due: una dei pentastellati e l’altra di Rifondazione Comunista.


