PERUGIA – Stop alla chiusura degli sportelli bancari nelle aree più remote e non solo dell’Umbria. A chiederlo è la Uil. La federazione del sindacato che si occupa di credito, la Uilca, ha infatti lanciato la campagna “Chiusura filiali? No, grazie”.
Dal 2015 al 2021, a livello nazionale (stando a quanto riportato dal Centro Studi Orietta Guerra su dati Banca d’Italia al 31 dicembre 2021) si è registrato un taglio di 8.608 sportelli bancari per una contrazione pari al 28,4%. Sono 33.104 i dipendenti in meno nel settore(-10,9%).In Umbria dal 2015 al 2021 sono stati tagliati 161 sportelli bancari, pari a una contrazione del 31,5%, passando da 511 nel 2015 a 350 nel 2021. Il numero dei dipendenti è diminuito del 29,9% passando da 3.751 del 2015 a 2.631 del 2021.
Sono 32.563 i cittadini nella regione, come si evince dal Censimento Istat 2021, che non hanno accesso al servizio bancario. A Perugia, il numero degli sportelli bancari si è abbassato del 31,7%, sono 124 gli sportelli chiusi, passando da 391 nel 2015 a 267 nel 2021.
Dice il segretario generale della Uilca, Fulvio Furlan: «Le prime tappe hanno confermato quanto la desertificazione degli sportelli bancari sia un problema sentito dalla popolazione. Le testimonianze delle persone incontrate finora ci confermano la portata sociale e non solo occupazionale del problema. Il nostro obiettivo è coinvolgere comunità, cittadini e istituzioni locali e politiche».
Per Luciano Marini, segretario generale Uilca Umbria «le banche devono abbandonare le politiche di taglio indiscriminato dei costi, recuperando l’imprescindibile funzione sociale che hanno ricoperto in passato». Stesso concetto viene ribadito dal segretario regionale aggiunto della Uilca Umbria, Luca Cucina: «Le aggregazioni bancarie in corso stanno riducendo l’offerta, la concorrenza e la presenza sul territorio, aumentando i disagi ed acuendo le differenze sociali».
Secondo la segretaria regionale della Uilca Umbria Valentina Gallarato «è tempo che gli istituti di credito puntino meno sugli interessi economici e valorizzino il capitale umano, che resta la grande risorsa del nostro Paese».
Un Van ha portato Uilca nelle piazze dei piccoli centri dove, per l’occasione, sarà possibile partecipare a un sondaggio sull’impatto sociale ed economico del fenomeno sulla popolazione, in particolare le fasce più fragili. Oltre alla battaglia contro la desertificazione bancaria, Uilca fa sapere che è attiva anche con “Basta pressioni commerciali”, una campagna di sensibilizzazione contro le indebite pressioni cui sono sottoposti le lavoratrici e i lavoratori del credito.


