di Francesco Petrelli
TERNI-Dal 31 marzo al 2 aprile Piediluco ospiterà la 37esima edizione del Memorial Paolo D’Aloja di canottaggio, come redazione di Umbria7 abbiamo raggiunto la giornalista Maria Cristina Coppola che sabato mattina sarà premiata da Presidente Giuseppe Abbagnale per il Giovanni Mercanti 2023
Sabato mattina durante il Memorial Paolo D’Aloja giunto alla 37esima edizione Maria Coppola sarà premiata per il premio “Mercanti 2023”. La cremonese Maria Cristina Coppola è la vincitrice del Premio Giovanni Mercanti, riconoscimento giornalistico istituito nel 2002 alla memoria dello storico dirigente Vice Presidente e Consigliere federale della Fic appassionato di comunicazione e speaker negli anni 80′ e 90′ nelle maggiori manifestazioni remiere nazionali dell’Italia del canottaggio. Il premio è stato istituito dal Comitato organizzatore della regata internazionale “Memorial Paolo D’Aloja” e assegnato annualmente a giornalisti che nel corso della carriera abbiano dedicato particolare attenzione al canottaggio. Giornalista professionista è un’appassionata di canottaggio, il figlio Mario rema per la Canottieri Baldesio e a Piediluco è ormai di casa. Una penna sportiva sagace a tutti gli effetti e a tutti i livelli, dalle emittenti locali televisive occupandosi prevalentemente di basket e di calcio avendo ricoperto il ruolo di ufficio stampa e comunicazione della squadra grigiorossa della Cremonese dal 2007 al 2009. Le gesta dei rappresentanti del remo di Cremona sono state seguite sempre da lei, da Gianluca Farina e Simone Raineri fino a Valentina Rodini, Giacomo Gentili e Alessandra Montesano. Collabora naturalmente per la comunicazione con la Canottieri Baldesio e sarà la seconda donna ad aggiudicarselo, dopo Giorgia Garberoglio nel 2016. L’unico ternano vincitore del premio è Simone Francioli di Umbriaon nel 2019.
Quando è iniziata la passione per il canottaggio?
Ero ragazzina quando l’attuale presidente FIC, Giuseppe Abbagnale, ci faceva sognare vincendo l’oro olimpico. Una passione che è nata grazie a mio padre che ha sempre seguito con entusiasmo tutte le edizioni dei Giochi, trasmettendomi l’amore per alcune discipline olimpiche, a partire proprio dal canottaggio. La colonna sonora di Gian Piero Galeazzi ha poi fatto il resto, soprattutto quando cantava le gesta dei grandi campioni di Casalmaggiore, la “città del canottaggio” che è in provincia di Cremona. Io sono cresciuta e vivo a Cremona dove il canottaggio è di casa, non solo all’Eridanea società di Gianluca Farina (oro a Seoul ’88 e bronzo a Barcellona ’92) e di Simone Raineri (oro a Sidney 2000 e argento a Pechino 2008), ma anche proprio nel capoluogo con Baldesio (la mia società), Bissolati e Flora da sempre rivali tra loro. E dunque quando mio figlio è tornato a casa da scuola con una lettera della Canottieri Baldesio che mi chiedeva di portarlo a remare perché aveva fatto tempi interessanti in una dimostrazione scolastica, non ho potuto nascondere il mio entusiasmo. Era il 2015 e già avevo avuto modo di intervistare una stella nascente del remo azzurro, l’allora giovanissima Valentina Rodini, rimanendo ancor più affascinata dall’armonia del gesto tecnico e riuscendo così a comprendere ancora meglio il trasporto con cui Galeazzi enfatizzava le gare, quel “andiamo a vincere” urlato a Simone Raineri mi fa venire ancora la pelle d’oca, e forse oggi ancor di più perché ci conosciamo bene. Mi commuovo tutte le volte che rivedo la gara e non smetterei mai di ascoltare il racconto delle avventure dei “quattro cavalieri delle acque”, così come mi si strozza la voce in gola quando sento Luca Broggini che urla “possiamo sognare in grande, anzi in grandissimo”. Se volete mettermi alla prova, vi mostro come sono veloce a far sciogliere il trucco.
Che sensazioni provi ad essere la seconda donna a ricevere il premio Mercanti?
E’ una sensazione straordinaria, per prima cosa perché non è facile essere donna nel mondo dello sport, anche oggi, lo è ancor meno essere una giornalista donna nel mondo sportivo. Professionalmente ho seguito soprattutto il calcio, dove tra colleghi c’è una lotta senza esclusione di colpi per accaparrarsi notorietà e, lo devo dire, non fa per me, poi sono passata alla pallacanestro, dove c’è molto più rispetto per la stampa, proprio perché le società hanno bisogno di maggiore visibilità e, sia dirigenti che giocatori, creano un rapporto più diretto con i giornalisti, senza far differenze di genere; nello stesso tempo ho sempre fatto in modo di poter tenere un angolino per gli sport di nicchia. Mi piace seguire e conoscere la tecnica e le regole di tutte le discipline, ce ne sono davvero poche che non conosco, anche perché basta poco a farmi appassionare. Sono felicissima di questo riconoscimento perché è un premio soprattutto alla passione che metto nel mio lavoro. Se è vero che ho imparato a conoscere bene il canottaggio grazie a mio figlio più giovane, l’escalation è stata inaspettata, dalla tv che mi ha permesso di seguire i nostri atleti azzurri Rodini, Gentili e Montesano anche in trasferta nelle gare internazionali, al consigliere della Baldesio Giancarlo Romagnoli che mi ha chiesto di curare l’ufficio stampa della squadra di canottaggio, fino al Comitato Lombardo che mi ha proposto una collaborazione. Ho dedicato al rowing tempo libero e professionalità, grazie a quella passione capace di mettere le ali ai piedi e alla penna (o ai tasti) del cronista. Sono orgogliosa di questo riconoscimento perché lo considero un inno al giornalismo in purezza.
Ormai a Piediluco sei di casa, che pensi dello specchio lacustre ternano?
Questa è una domanda a cui non vorrei rispondere… abituati ai laghi lombardi, tutte le trasferte a Piediluco sono sempre state un po’ dolorose per il mio PL che ha spesso sofferto le onde e il vento che a Piediluco non mancano mai. Anche quest’anno il I Meeting non è andato per nulla bene, complici i postumi di una influenza. Ma il paesaggio è incantevole e l’aria leggera, sono sicura che questo premio non potrà che portare fortuna a Mario, ma anche a me, magari regalandomi una risposta positiva alla richiesta di accredito per Parigi 2024: il mio desiderio è di poter vivere dal vivo le emozioni a cinque cerchi dei nostri cremonesi.


