PERUGIA – Una domenica in cui si prova a tornare alla normalità per i fedeli della parrocchie di Pierantonio e Sant’Orfeto. A seguito del terremoto del 9 marzo, le chiese dei due paesi colpiti duramente dal sisma, sono state dichiarate non agibili e per questo anche la tradizionale messa della domenica ha subito uno stravolgimento totale.
Il 26 marzo i parrocchiani delle località terremotate sono potuti tornare a incontrarsi in quello che sarà per un po’ di tempo l’unico luogo di culto disponibile della zona, ricavato all’interno del vecchio Cva di Sant’Orfeto (ora circolo Uisp) che si trova a pochi passi dal confine con il centro abitato di Pierantonio.
La funzione religiosa è stata celebrata dal parroco dei due paesi, don Anton Maricel Sascau. Una quarantina i fedeli presenti, costretti fino a questa domenica a recarsi a La Bruna dove la chiesa del paese è ancora agibile.
Il caso (o la Provvidenza) ha voluto che il Vangelo di oggi fosse dedicato alla resurrezione di Lazzaro. Nessuna sacra scrittura poteva essere più attuale in questo momento. Un messaggio di speranza viene lanciato da don Anton all’inizio dell’omelia: «Voglio salutare tutti voi che da Rancolfo, Pierantonio e Sant’Orfeto avete voluto essere presenti qui oggi – ha detto il sacerdote – La Parola di Dio della quinta domenica di quaresima, ci prepara più velocemente alla Pasqua. Come sappiamo non sarà una Pasqua come le altre. Questi giorni dopo il terremoto hanno segnato le nostre comunità che hanno portato dolore, sofferenza e angoscia. Il Vangelo di oggi ci prepara alla vita, alla speranza e alla Resurrezione, per questo non dobbiamo arrenderci mai».
Prima della benedizione finale, don Anton ha voluto ringraziare a nome dell’Unità pastorale il sindaco Andrea Romizi, l’assessore Edi Cicchi e il presidente della Polisportiva Sant’Orfeto, Renato Bruni, per aver messo a disposizione della parrocchia la struttura.
Ci si organizza per la Settimana Santa. I riti tradizionali sono tutti confermati: le messe per la Domenica delle Palme, quella “In Coena Domini” del giovedì santo, la lettura della Passione e l’adorazione della Croce il venerdì santo, la benedizione dei cibi e la veglia pasquale, saranno celebrate tutte al vecchio Cva di Sant’Orfeto.
Il giorno di Pasqua sarà l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, monsignor Ivan Maffeis a celebrare la messa alle 11 nella struttura.

All’uscita dalla messa incontriamo la signora Stefania, una cittadina di Sant’Orfeto, che si sfoga come lo farebbe ognuno dei quasi duemila abitanti del cratere: «Nessuno si occupa più di noi. Siamo stati lasciati soli. Dalle istituzioni ci aspettiamo sostegno, aiuto e presenza, che ci dicano qualcosa».
Scambiamo due parole anche don Anton mentre è intento a rimettere a posto i paramenti e gli oggetti sacri con cui ha celebrato l’Eucaristia: «La gente è molto spaventata – racconta il sacerdote – Sono andato a benedire la settimana scorsa nella zona alta di Pierantonio ed era vuota perché nessuno ci può abitare. La disperazione è grande e non si può restare con le mani in mano davanti a una tragedia che ha colpito tante persone. E’ bene che dalle istituzioni ci sia ascolto e disponibilità, ma come dice il Vangelo “il sì sia sì, il no sia no”».
Al termine della celebrazione i fedeli si salutano e si scambiano frasi amiche. Finalmente si rivedono tanti conoscenti divisi per colpa dal sisma per troppi giorni. Si parla del terremoto, di quello che dovranno fare le istituzioni. Si comincia a pensare a quello che si dovrà organizzare per festeggiare anche quest’anno la Pasqua. Con il dolore nel cuore, ma si deve pensare a celebrare una delle feste più importanti per un cristiano. E’ anche questo un modo, fortissimo, per non darla vinta al terremoto.




