Grand Prix Perugia 2024, partita la corsa a sindaco/Da Scoccia a Menichetti, da Belardi a Porena, da Agostini a Fora, passando per Tuteri

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Centrosinistra e centrodestra già in fermento per la battaglia per il controllo del Romizishire, adesso che il “principe” non può più ricandidarsi e non sarà facile trasferire il suo patrimonio di consensi

di Marco Brunacci

PERUGIA – Non è ancora finita la corsa a sindaco di Terni che già inizia quella per Perugia? Hai voglia a dire che manca ancora più di un anno, in realtà, per tutta la politica, la nuova decisione è già dietro l’angolo. E anche se le candidature finiranno come in una infinita via crucis, la griglia di partenza del Perugia Grand Prix 2024 è già definita, sapendo che Perugia è e resta un nodo da sciogliere, nessun vantaggio acquisito per uno schieramento rispetto all’altro. Si decide in base a candidati e solidità delle alleanze.

IL FATTORE ROMIZI. Perugia ha trovato l’interprete perfetto per il suo modo di essere città. Andrea Romizi, il bravo ragazzo che tiene il low profile, parla con tutti ma non comunica mai, è in grado di vincere tutte le elezioni finchè vecchiaia non ci separi. Il Romizishire non è un’invenzione, è il suo Paese dove vissero felici e contenti. Non fosse che la legge impone due mandati e non più di due. Per cui il problema di Romizi per il 2024 è il seguente: riuscirà a trasferire il suo consenso personale indiscutibile a un candidato diverso da lui o a uno schieramento? Difficile dire, ma di sicuro non sarà un’impresa di poco conto.
CENTRODESTRA. Premesso che fare proprio l’effetto Romizi sarà il primo dei problemi dei candidati a sindaco del centrodestra, ecco – ascoltate – il primo rombo dei motori.
In pole position c’è da settimane Margherita Scoccia, attuale assessore all’urbanistica, architetto, giovane ma non una ragazzina, molto strutturata nel partito ma non certo una suffragetta, team Prisco ma meriti propri, l’unica candidatura Fdi che può fare spallucce all’obiezione “Perugia non è una città di destra”. Limiti? E’ entrata tanto presto in questo conclave per diventare Papa col rischio di restare cardinale. Ha un passato, un bel presente ma è ancora troppo lieve l’impronta che lascia. I paletti davanti al Duomo non sono colpa sua ma rischia di rimanerci un po’ infilzata. Le devono comunque cucire addosso un vestito per il futuro. Che farà? Andando in quale direzione?
Non sfuggirà che nel cursus honorum di Fdi viene prima Marco Squarta rispetto a Scoccia o chiunque altro. Ma l’attuale presidente dell’Assemblea legislativa, seimila e passa preferenze alle ultime regionali, ha un obiettivo diverso e fa bene a puntarci (e a convincere anche il segretario regionale Zaffini a spendersi per lui): diventare europarlamentare. Motivo? Uno, perché è un ruolo gratificante, due perché a Perugia non aiuta la sua figura di militante storico del fronte destro dello schieramento. Pregiudizi? Sì, ma a volte resistono.
Altri potenziali candidati? Fdi ha già preso Terni, rischia di prendere la Regione in un computo nazionale dei posti di potere negli enti locali. A Perugia potrebbe – in teoria – lasciare spazio agli alleati.
Sull’ala sinistra del romizismo si sentono da tempo rumors intorno all’assessore Cicchi (con Varasano massimo supporter).
Ma la novità potrebbe essere la candidatura super partes dell’attuale vicesindaco Tuteri, che per qualcuno ha le caratteristiche del nuovo Romizi dei prossimi anni, capace come pochi di chiudere gli spazi per un ritorno al centrosinistra. Storia da professionista senza macchia e senza paura, pediatra celebrato. Il suo problema principale? Di solito i Romizi si scelgono quando si pensa di perdere, quando si ritiene di vincere si guarda ognuno nel proprio orto. Col rischio di pescare anche qualche carciofo.

CENTROSINISTRA. Il rombo dei motori e via. Fino a qualche giorno fa era Andrea Fora il nome vincente del centrosinistra che intendeva riprendersi Perugia. Ma come gli è venuto in mente all’ideatore e anima dei CiviciX di accettare quell’incarico nazionale tra i renziani? Nell’attuale Pd perugino vedono Renzi come Lucifero, l’origine di ogni male. Al momento sembra che Fora, da potenziale candidato a sindaco vincente del centrosinistra, si sia cantato da solo il De profundis. Le resurrezioni in politica sono sempre possibili ma anche complicate.
Ecco allora che dal profondo della caverna Pds-Ds-Pd riecheggia la candidatura del professor Menichetti. Carriera accademica di livello, rassicurante accento provinciale con echi dei Ponti, ma un passato nell’inner circle della mejo intellighenzia “rive gauche”, famiglia con quattro-quinti di nobiltà “de sinistra”, che cosa gli manca? L’appoggio della new generation del Pd e dintorni. Pensate alla tostissima Schlein di Monteluce, Sarah Bistocchi. Ma anche il segretario regionale Bori soffre di allergie per le operazioni nostalgia.
E però se nostalgia deve essere, perché evoca una grandeur del passato che può riconquistare elettori, allora è Mauro Agostini il candidato migliore. Pluridecorato parlamentare, icona dell’establishment di quando l’Umbria era la terza regione rossa d’Italia, ma la seconda per versamenti al partito, potrebbe e o no tentare il colpo?
Dicono di no i congiurati della trattoria di piazza Ansidei e relativo “patto del guanciale”. Nello storico pranzo si è disegnato il futuro del Pd perugino se non quello umbro (visto che Terni, come un tempo la Cecenia, fa Repubblica per conto proprio).
Il moderato Cristofani a braccetto con Robespierre De Luca – che è sempre meno ghigliottina e sempre più cravatta e pochette – a costruire l’ipotesi di incontro con il nuovo M5s di Conte. Il segretario Bori ad officiare i riti e il nuovo corso prematrimoniale.
Un candidato che esca da questo connubio? La Bistocchi non ne vuol sapere, Bori ha tutt’altre mire. E allora: Sauro Cristofani? Perchè no.
Ma qualche nome a sorpresa dell’ala sinistra del romizismo? Un candidato capace di riportare all’ovile le pecore smarrite del voto cattolico cittadino? Pensate di nuovo a Fora, che uscito dalla porta, rientrerebbe dalla finestra? Hai visto mai.
LA VARIANTE UNIVERSITARIA. Attenzione: se si vuol chiudere il cerchio delle possibili candidature a sindaco per il Grand Prix Perugia 2024, bisogna aggiungere due candidature di provenienza universitaria, una sul versante centrosinistra e una sul versante centrodestra. Paolo Berardi, eccellente urbanista, sarebbe stato già tentato in passato dal centrosinistra. Daniele Porena, mente legale della convenzione sanitaria Regione-Universitaria, figlio d’arte, ha ammiratori nel centrodestra.

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