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I 50mila abitanti del Trasimeno pagheranno i milioni di debito della loro Comunità montana. Gli altri 800mila umbri andranno finalmente in pace

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | La Giunta regionale ha deciso di tagliare il nodo e di chiudere il dossier. Solidarietà? Quel che giusto: verranno venduti tutti i beni delle Comunità montane umbre per conferirli a un Fondo comune. Per aiutare i Comuni del Trasimeno ad abbattere una parte dei 20 milioni da ridare

di Marco Brunacci

PERUGIA – 10-15 milioni di debito saranno pagati da 50mila umbri, quelli dell’area del Trasimeno che fa riferimento alla Comunità montana Monti del Trasimeno. Gli altri 800 mila (e spiccioli) abitanti della regione potranno andare in pace. 

Comunità montane, ultimo atto. Il nodo è tagliato. La presidente Tesei, dopo tutto il lavoro fatto dal liquidatore Fabrizio Vagnetti, ha così concluso: i Comuni del Trasimeno si beccano il risultato di una scelta amministrativa, ancor prima che politica, di anni, quando la Comunità montana evidentemente si incrociava – in maniera sicuramente lecita, fino a prova contraria – con le spese dei Comuni. E salderanno quel che manca.

Il debito è – come noto – appena meno di 20 milioni. La cifra precisa si saprà quando sarà finita l’opera di Vagnetti che liquiderà tutti beni delle Comunità montani, che saranno definitivamente defunte e resterà, al loro posto, l’Afor, Agenzia della forestazione regionale.

Secondo la legge – per altro posta in essere dalla giunta regionale precedente – verranno liquidati tutti i beni delle Comunità montane umbre. Quel che resta, una volta saldati i debiti delle altre Comunità, finirà in un fondo comune. Da questo fondo verranno prelevati i soldi per alleviare il carico dei Comuni dell’area del Trasimeno, pesantemente esposta come detto poco sopra.

La conclusione sarà – tra due o 4 anni anni o forse anche 5 – che i cittadini dei comuni del Trasimeno avranno tagli ai servizi pesanti o nuove tasse, a seconda di quello che decideranno le amministrazioni comunali in carica in quel periodo. Colpa di anni di scelte amministrative, con ogni evidenza, da considerare sciagurate.

Per la Tesei e relativa giunta regionale ecco un altro nodo che viene al pettine, un dossier concluso, che non peserà più come una spada di Damocle sul bilancio dell’Ente.

Un nodo che si è scelto di tagliare di netto. Un risultato politico? Forse sì, ma non è stato quello l’obiettivo. Si è trattato pragmaticamente di bonificare il bilancio regionale, come doveva essere fatto e come indicato – a onor del vero – anche da esponenti avveduti della parte politica avversa.

Per la Tesei un dossier concluso. Cattiva amministrazione indicata per quella che è stata: cattiva amministrazione, per l’appunto. Ma soprattutto nessuna conseguenza più in capo a chi aveva correttamente gestito e alla collettività regionale nel suo insieme.

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