TERNI – Tre mesi fa il “licenziamento” da Palazzo Gazzoli per quelle chat con Palamara, nonostante pochi giorni prima il ministro Carlo Nordio si era espresso per la conferma a capo della Procura di Terni. Poi il ricorso del magistrato. Adesso la pubblicazione dell’ordinanza con la quale il Consiglio di Stato accoglie l’opposizione di Alberto Liguori, che tornerà quindi a ricoprire il ruolo di procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Terni. Il Tar del Lazio aveva respinto l’istanza cautelare avanzata dal magistrato tramite il proprio legale Gianluigi Pellegrino del Foro di Roma, contro la delibera assunta dal Csm. Oggi il Consiglio di Stato lo riammette a capo dell’ufficio ternano. «Ferma restando l’autonomia del potere di valutazione e apprezzamento spettante all’organo di autogoverno – si legge nelle motivazioni – la delibera contestata non giustifica adeguatamente il peso determinante assegnato alla partecipazione del ricorrente a talune conversazioni telefoniche (chat) con altri magistrati, taluni dei quali poi sottoposti a procedimenti disciplinari, senza spiegare la decisiva preponderanza di tale fatto rispetto agli altri indicatori, tutti largamente, positivi emersi dall’istruttoria»
I contenuti delle chat con Luca Palamara, non risulterebbero «idonei a determinare anche in astratto un appannamento della funzione di procuratore della Repubblica di Terni».


