DI ARIANNA SORRENTINO
PERUGIA – Gesti semplici, ma pieni di dolcezza e speranza. Realizzano coperte, cappellini, calzini, scaldacollo – e molto altro -, poi donano tutto a chi ne ha bisogno. Sono le donne dell’associazione “Coraggio”: si riuniscono ogni lunedì mattina al bar Pellas, si armano di uncinetti e ferri e poi cuciono insieme.
«Siamo prima di tutto un gruppo di amiche – spiega ad Umbria7 Francesca Angelini, la presidente dell’associazione – Tutto quello che facciamo è orientato alla beneficenza. Ci sono delle realtà che hanno bisogno dei nostri manufatti, come ad esempio la Caritas, per loro abbiamo realizzato i regalini di Natale, poi la Croce Rossa che porta le nostre creazioni direttamente a casa delle persone che non si possono muovere, l’Unità di strada e il Cabs che hanno bisogno di coperte. Abbiamo fatto delle iniziative per l’Hospice – il centro residenziale di cure palliative – e di recente abbiamo coinvolto le ragazze che sono seguite da un punto di vista psichiatrico. Loro hanno impacchettato i prodotti e poi, insieme, siamo andate a donarli agli operatori dell’Hospice, facendo incontrare due mondi che spesso vengono allontanati dalla società». L’associazione comunque nasce nel 2017 per aiutare chi è messo a dura prova dal disturbo del comportamento alimentare e le loro famiglie ma anche per affrontare le problematiche a essa collegate. «Si va ben oltre il disturbo alimentare, si parla di salute mentale in senso ampio – continua la presidente – Ognuna si deve sentire valorizzata e importante, e questo vale anche per noi dell’associazione». E infatti le venti socie, ma anche chiunque voglia partecipare e dare il proprio contribuito – i salotti laboratori di lunedì sono aperti a tutti – cercano di andare incontro a tutte le necessità. «L’obiettivo è divertirsi».
C’è chi lavora per Cuore di maglia e realizza corredini per neonati, chi fa coperte per la Croce rossa, e chi dà vita ad acquari da camera per le ragazze dell’Hospice. «La presa in carico non si deve limitare alla parte sanitaria: riguarda anche la sfera sociale, soprattutto nella fase di riabilitazione dell’inserimento in percorsi personalizzati di recupero della propria autostima, di indipendenze e di autonomia». Gesti che scaldano quindi corpo, e cuore e che hanno un forte valore terapeutico e sociale.
Di recente, le donne hanno ideato e proposto via web “La coperta del coraggio”: con il contributo di tutta Italia, sono state realizzate coperte per i terremotati di Cascia. «Si tratta di un simbolo di vicinanza e solidarietà, un tocco di colore e calore, un modo per stringerci a chi si sente solo e dimenticato». L’idea è quella di allargare e rendere stabile il salotto, non solo per essere attività distraente e aggregante, ma anche per rigenerare l’artigianato condividendo tra i suoi strumenti, conoscenze e competenze per creare accessori per la persona, l’abbigliamento, la persona e la casa.
Cosa significano per voi questi gesti? Gli occhi delle donne “Coraggio” si fanno lucidi. «Ecco, vedi… questi occhi dicono tutto», conclude la presidente.






