R.P.
PERUGIA – Nessun aumento degli affitti per le case popolari in tutto il 2023. Per gli assegnatari degli alloggi di edilizia popolare, il canone di locazione rimarrà infatti calmierato anche per quest’anno il canone di locazione.
A stabilirlo è stata la giunta regionale, su proposta dell’assessore alle politiche della casa Enrico Melasecche.
La proroga è stata decisa allo scopo di tutelare i nuclei familiari e in particolare quelli della fascia più debole della popolazione, categoria su cui si concentrano gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica gestiti dall’Ater, l’agenzia regionale che si occupa di case popolari.
La Giunta regionale ha quindi espresso, recependo le osservazioni di Ater e anche sulla base di quanto emerso nei confronti intercorsi con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, la elevata «probabilità che dal calcolo dei canoni, senza il calmiere previsto dal regime transitorio, deriverebbero pesanti conseguenze economiche per le famiglie, come accertato con gli stessi sindacati inquilini, specie in un periodo storico come quello attuale in cui, ai postumi della crisi pandemica, si sommano le ripercussioni negative dell’inflazione e della crisi energetica legata al conflitto in Ucraina».
Inoltre, informa la Regione, è stata pertanto approvata una proposta di modifica del Regolamento regionale in modo «da estendere a tutto il 2023 il regime calmierato transitorio che fino ad oggi ha assicurato il contenimento delle oscillazioni dei canoni entro il 10 per cento». La proposta passa quindi alla commissione competente del consiglio regionale.


