di Marco Brunacci
PERUGIA – Pd, su 21 nomi, l’Umbria ne ha due. Uno dei quali decisivo. I componenti della nuova segreteria del Partito democratico, varata da Elly Schlein e annunciata poco fa in diretta sul suo profilo Instagram, premia le umbre Marina Sereni e Camilla Laureti.
Alla prima, ternana, va un ruolo strategico: sanità e diritto alla salute, che vuol dire un sacco di cose.
La seconda, la spoletina Laureti, plana sull’agricoltura probabilmente in virtù del suo ruolo di europarlamentare.
L’Umbria a livello nazionale quindi gode di buona rappresentanza (si aggiunge il segretario regionale Bori in Direzione), più che per i voti del momento attuale, per la sua grande tradizione.
Schlein non è stata prodiga con l’ala Bonaccini del suo partito, anche se alla fine si deve tenere la sua antipatizzante Serracchiani al dipartimento giustizia. Per il resto, i posti che determinano la politica del partito sono tutti in sua mano.
E a proposito: Schlein (d’intesa con Conte) potrebbe ancora procedere a un ultimo lodo per convincere gli impavidi della segreteria ternana (Spinelli più santi numi) a sterzare su una candidatura unica a sindaco M5s-Pd. Con un ragionevole vantaggio per l’attuale candidato cinquestelle Fiorelli rispetto all’altro, Kenny.
Un succoso retroscena romano – vai a capire però quanto attendibile in questa stagione di veleni preelettorali – racconta che i due monumenti rimasti del Pd umbro, Marina Sereni e la nuova Tarzan (ricordate Scotti nella Dc?) che salta tra spifferi e correnti del partito, Anna Ascani, siano per evitare l’intervento della Schlein, anche se tanta parte della segreteria regionale lo apprezzerebbe.
Ma i monumenti sono lì per resistere a ogni rinnovamento. E alla fine come si fa a dir loro di no?


